Ismaele La Vardera si candida alla Presidenza della Regione. La cosa era nell’aria da tempo ma adesso è ufficiale. L’annuncio è arrivato ieri durante nella, giornata di San Valentino., Una scelta precisa e simbolica nel primo anniversario della fondazione del suo Movimento, controcorrente, e, alla fine, il messaggio che si tratti di “un gesto d’amore”.

“Che serata, che emozione, che entusiasmo! Una giornata storica per la nostra Sicilia” scrive questa mattina sui social La Vardera nel presentare il video racconto della giornata nella quale ha ufficializzato la sua candidatura. Una corsa che parte in solitaria. ma meno solo di quanto non avesse fatto, anni or sono, Cateno De Luca.

Ci sono delle similitudini fra i due percorsi. Similitudini non nelle persone protagoniste: de Luca e La Vardera sono molto diversi fra loro. Similitudini nel modo di agitare le folle. De Luca è cambiato ed ha cambiato percorso. La Vardera è ancora in quella fase. Ma in platea alla sua manifestazione c’erano anche i 5 stelle, ieri. O meglio c’era il coordinatore regionale Nuccio Di Paola accompagnato dalla deputato Roberta Schillaci

La corte dei 5 stelle

E i 5stlle fanno la corte a La Vardera con un messaggio che assomiglia tanto ai biglietti die ragazzi di scuola degli anni ’80’ e ’90. “Pensiamo a come fare uscire la Sicilia dallo stato di catalessi, o, peggio, dal coma nel quale anni di malgoverno ci hanno cacciato. Ma bisogna che a farlo siano, insieme, tutte le forze alternative a questo centrodestra che sta distruggendo la nostra terra e facendo scappare tutti i nostri giovani. Da solo La Vardera può andare più veloce, ma solo tutti uniti possiamo vincere” dice il coordinatore regionale del M5S per la Sicilia Nuccio Di Paola, a margine dell’evento organizzato a Palermo dal Movimento di La Vardera.

Non andare da solo ma torna con noi, dunque “Ben venga che un ragazzo di 32 anni si metta in gioco per cambiare le cose, ma l’uomo solo al comando non funziona e i fatti lo dimostrano ampiamente. Il M5S non ha mai governato la Sicilia ed è prontissimo a farlo insieme a tutti coloro che vogliono voltare pagina una volta per tutte, prima che sia troppo tardi. Ritroviamoci attorno a un programma forte e unanimemente condiviso, pensiamo insieme a una squadra che dovrà attuarlo e dopo al candidato presidente che dovrà guidarla”.

Dal centro sinistra al campo largo ma non troppo

Sullo sfondo c’è l’ennesimo rischio a sinistra: quello di un campo largo che rischia di restare stretto. La Vardera è partito in anticipo, contenerlo dentro una alleanza è cosa complessa e difficile. Tenerlo, poi, insieme in una alleanza dove ci sia anche Cateno de Luca, appare cosa ancora più complessa. nel centrosinistra, dunque, irrompe un nuovo guastatore che già una volta si è imposto agli alleati., Lo fece in quel ritiro in convento dal quale l’opposizione uscì con una mozione di sfiducia senza speranza di riuscita. Guardando al 2027 la cosa difficile non sarà recuperare il rapporto fra Pd e 5 stelle. Il “tradimento” delle primarie nel 2022 che portò a candidati separati sembra lontano. La sfida dei partiti (perché ormai anche i 5 stelle sono un partito strutturato) sarà guardare a de Luca e La Vardera e capire come tenerli dentro senza restarne schiacciati dall’interno