Dopo la vicenda della norma fake e le tensioni anche all’interno del centrosinistra per i modo in cui è stata raccontata l’operazione, Controcorrente decide di correre da solo.
Così Ismaele La Vardera annuncia di tirarsi fuori dal campo progressista ma fondamentalmente perché il suo movimento non è tollerato e nell’area della costruenda coalizione ci sarebbe troppa confusione.
La Vardera” Chiara volontà di far fuori Controcorrente”
“Il quadro delle ultime 72 ore dimostra una chiara volontà di fare fuori Controcorrente dal dibattito all’interno del cosiddetto campo alternativo a Schifani. Evidentemente alcuni soggetti non vedono il nostro movimento come una risorsa che parla al cuore dei siciliani, e che riporta al voto un elettorato che nessun altro movimento è in grado di riportare, ma come un soggetto ‘pericoloso’ che, fuori da ogni schema, mette paura ai suoi stessi alleati che, forse, hanno paura di perdere consensi. A noi non piace il politichese ed è giusto che i siciliani sappiano che, al momento, la nostra scelta è quella di sfilarci dal campo progressista, un campo confuso in cui spesso vale tutto. Dove si offre spazio a chi dice ‘Francia o Spagna purché se magna’”.
A dirlo è proprio Ismaele La Vardera. Il riferimento è alle dichiarazioni di Davide Faraone che parla di “fare entrare tutti, anche chi finora è stato compagno di merende con Schifani”.
La vicenda dell’emendamento fake
“Rivendichiamo la nostra posizione di coerenza e di opposizione intransigente. Inoltre, chiediamo scusa ai colleghi che si sono sentiti ‘offesi’ dall’emendamento fake e che, anziché chiedere le dimissioni di Dagnino, hanno preferito attaccare noi. Il 14 febbraio , a un anno dalla nascita di Controcorrente, a Palermo lanceremo il nostro programma per una Sicilia diversa che riparte da quelle menti brillanti che non hanno più spazio in politica. Dimostreremo che la nostra forza ha le idee chiare e la spina dorsale giusta per cambiare davvero questa terra”.
“Auguriamo agli altri buon lavoro, consapevoli che la Sicilia chiede chiarezza e un campo realmente coerente. Siamo consapevoli che questa posizione di isolamento politico, non per colpa nostra, è ‘pericolosa’ e ci espone ad attacchi da più fronti. Ma siamo sereni, perché non siamo in vendita. Siamo e resteremo sempre Controcorrente, con le idee chiare e mentre attendiamo che questo campo progressista si schiarisca le idee e rinsavisca nel metodo e nel merito dei partecipanti, preferiamo proseguire in autonomia. Annunciamo inoltre che non parteciperemo sin da ora e fino a data da destinarsi, a riunioni sia al tavolo regionale, sia a quelli per le amministrative nei Comuni”. conclude il deputato regionale e leader di Controcorrente, Ismaele La Vardera.
Da Italia Viva non ci stanno
“Non so perché Ismaele La Vardera attribuisca a Italia Viva–Casa Riformista la volontà di ‘imbarcare chiunque’ nella coalizione di centrosinistra: nessun nostro dirigente ha mai fatto dichiarazioni in tal senso” gli replica Giancarlo Garozzo, componente del direttivo Italia Viva-Casa Riformista Sicilia.
“Anzi, dopo l’assemblea regionale, le forze di centrodestra hanno sparato ad alzo zero contro il vicepresidente Davide Faraone. La verità è semplice: senza costruire le condizioni perché chi in passato ha votato centrodestra trovi buone ragioni per scegliere il centrosinistra, le elezioni non si vincono. E Casa Riformista nasce esattamente per questo: non per rifugiarsi nei ‘No’ ma per allargare il campo e attrarre anche nuovi mondi. Ricordo che Italia Viva–Casa Riformista è stata sempre nettamente all’opposizione del governo Schifani, senza alcun consociativismo. Per questo suggerirei a La Vardera di smetterla di dispensare patenti di centrosinistra. Noi non prendiamo lezioni da nessuno. Basterebbe un confronto molto concreto: mentre Ismaele La Vardera accoglieva nelle fila di Controcorrente Igor Gelarda direttamente dalla Lega, Italia Viva–Casa Riformista ha accolto Pietro Bartolo”, conclude.
Lo Verde: “Non accettiamo lezioni dal prescritto Garozzo”
A Garozzo replica il coordinatore di ControCorrente Gandolfo Lo Verde: “Italia Viva, o nella sua versione più potabile, Casa riformista dimentica che lo stesso Faraone ha dichiarato di essere disposto a prendere pezzi di centro destra pur di governare. Ricordiamo poi, agli smemorati renziani, che a Palermo governano con la destra visto che i loro rappresentanti sono nella giunta del sindaco Lagalla. Infine, fa sorride che la morale la faccia Giancarlo Garozzo, rinviato a giudizio per firme false alle comunali del suo paese e poi prescritto perché superati i termini. Vorrei anche ricordare che Igor Gelarda come ultima esperienza annovera il movimento di Cateno De Luca, essendo il primo dei non eletti al Parlamento siciliano. Fortunatamente si era già emancipato dalla sua esperienza leghista, a differenza vostra che assieme alla Lega ci governate la quinta città d’Italia. Ci verrebbe da dire: state sereni che alla nostra classe dirigente ci pensiamo noi”.






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