L’istituto Salvemini, occupato da più di 30 famiglie per un totale di 94 persone, verrà sgomberato dopo più di dieci anni come stabilito dall’ordinanza del tribunale di Palermo.
Una vittoria per la città capoluogo della Sicilia che fa passi avanti nella lotta alla scorrettezza e alla criminalità: la scuola, occupata abusivamente, presentava anche allacci di luce ed acqua non a norma, oltre ad un presunto traffico illegale di droga.
Delle 31 famiglie che verranno sfrattate solo 4 verranno aiutate poichè in lista per una casa popolare, tutte le altre saranno costrette a trovare una soluzione.
Rimane pur sempre l’amaro lasciato da questa storia di abusivismo, ma anche da mancanze di alternative, che evidenziano una grande emergenza sociale: le famiglie di Viale Michelangelo rappresentano il fallimento delle politiche abitative che non offrono soluzioni concrete a chi si trova in una graduatoria che va solo allungandosi da anni o a chi, pur lavorando, non può fornire le garanzie richieste dal mercato privato. Nessuna famiglia sceglierebbe di vivere nell’incertezza e in luoghi insalubri se avesse accesso ad alloggi con canoni sostenibili. A Palermo, il divario tra i salari medi e il costo degli affitti è diventato una barriera insormontabile per centinaia di nuclei familiari.
Diversi degli occupanti chiedono per questo più tempo per organizzarsi, ma sembra proprio che dopo oltre un decennio, il tempo sia ormai scaduto.
E dunque l’ex scuola, nata come rifugio per senza tetto ed evoluta in un piccolo fortino di criminalità organizzata, verrà definitivamente sgomberato a causa dell’alto rischio che la struttura crolli, ma anche a causa di un pignoramento.






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