Oggi, 20 agosto, ricorre il 48simo anniversario dell’uccisione del tenente colonnello Giuseppe Russo e del professore Filippo Costa uccisi nel 1977 a Ficuzza, frazione del Comune di Corleone. Sotto la stele commemorativa è stata deposta una corona d’alloro, sono stati resi gli onori ed è stata data lettura della motivazione della medaglia d’oro al valor civile alla memoria concessa al colonnello Giuseppe Russo ucciso da quattro sicari dei corleonesi, fra questi Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca perché stava indagando sugli interessi dei clan guidati da Riina e Provenzano nella costruzione della diga Garcia, nelle campagne di Roccamena.
Il colonnello, che morì da comandante del nucleo investigativo dei carabinieri di Palermo, si occupò anche di altre delicate inchieste, come quella per l’omicidio di Peppino Impastato e quella sull’uccisione del presidente dell’Eni, Enrico Mattei.
La cerimonia si è svolta alla presenza del prefetto di Palermo Massimo Mariani, il comandante della legione carabinieri “Sicilia”, generale di brigata Ubaldo Del Monaco, il comandante provinciale di Palermo, generale di brigata Luciano Magrini, il sindaco di Corleone, Walter Rà insieme con la figlia del colonello Benedetta Russo. L’Arcivescovo di Monreale Gualtiero Isacchi e Don Salvatore Falzone, cappellano militare hanno officiato un momento di preghiera in suffragio delle vittime.
Prima della conclusione della cerimonia, ha preso la parola il Generale di Brigata Ubaldo Del Monaco che ha rivolto un affettuoso e commosso saluto alla figlia e ai familiari presenti dei caduti. L’Alto Ufficiale ha sottolineato come, il Tenente Colonello Giuseppe Russo, non ancora cinquantenne, è stato un uomo che ha speso la sua vita e gli anni migliori, a combattere il crimine sempre in prima linea. Con la sua lungimiranza investigativa aveva intuito che la vecchia mafia stava cambiando pelle, indirizzando i propri interessi nei grandi appalti e nei finanziamenti pubblici. Il suo sacrificio eroico – ha continuato il Comandante della Legione Carabinieri “Sicilia” – è la testimonianza tangibile di quella dedizione, di quella abnegazione che è indispensabile per l’affermazione del bene comune.






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