Nessuna impugnativa per la legge regionale collegata alla finanziaria (che già aveva passato il vaglio del Consiglio dei Ministri) al centro di una lettera del Ministero dell’economia e Finanza che contestava il modo di procedere nell’assegnazione dei contributi soprannominati dalla stampa “legge mancette”.
Si tratta di circa 50 milioni di euro messi a disposizione dei deputati regionali per finanziaria, con articolo di legge, iniziative nei territori. Spesso iniziative meritorie ma comunque scelte in modo discrezionale.
L’impegno di Schifani
“Ci siamo impegnati con la Presidenza del Consiglio dei ministri e con il ministero degli Affari regionali affinché per il futuro siano adottate norme improntate al rispetto dei principi di eguaglianza, imparzialità e continenza, in linea con quanto rilevato dal ministero dell’Economia in questa occasione, scongiurando così una molto probabile impugnativa della legge regionale” conferma il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, commentando la decisione di Palazzo Chigi di non impugnare le norme contenute nella legge regionale 3/2025 su “Disposizioni finanziarie varie”.
Le relazioni di Schifani e la collaborazione istituzionale
“Nell’ottica di una collaborazione istituzionale sempre costruttiva tra Regione e Governo centrale – prosegue il presidente – abbiamo inoltre assunto l’impegno di modificare alcuni articoli della legge in base alle osservazioni che erano pervenute dal Mef”.
Di fatto ad impedire l’impugnativa sono state le relazioni del Presidente della Regione e la credibilità dei suoi impegni. Ma la questione delle “mancette” non era l’unica. Al contrario si trattava di questione marginale.
In particolare, le correzioni riguarderanno, infatti, gli art. 23 (con una revisione lessicale), 44 (in materia di gestione della liquidità e per cui la Regione ha ottenuto la convocazione di un tavolo tecnico con il Mef), 46 (in materia di comandati della sanità) e 59 (interventi in materia di Comuni in dissesto). La Regione si è impegnata, inoltre, a comunicare al ministero le modalità di impiego delle risorse dell’articolo 41 per l’Ast, che non sarà oggetto di modifiche.






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