Il gip Rosario Di Gioia ha scarcerato Gerlando Cracolici di Marineo che gestisce un’agenzia di disbrigo pratiche automobilistiche finito nell’inchiesta sulle mazzette alla Motorizzazione di Palermo.
È stata accolta la richiesta degli avvocati Antonio Di Lorenzo e Filippo Liberto che difendono Cracolici. Il gip ha disposto l’obbligo di firma tre volte a settimana.
Nell’inchiesta erano finiti otto funzionari e tredici responsabili di agenzie automobilistiche. Sono tutti accusati di aver creato un sistema per garantire, dietro il pagamento di somme di denaro, una corsia preferenziale per accelerare alcune pratiche.
Tra gli indagati c’è Luigi Costa il funzionario a cui gli agenti della polizia stradale che hanno eseguito le indagini hanno trovato in casa 590 mila euro in contanti. Banconote da 50 e 100 euro chiuse dentro alcuni sacchetti e nascoste dietro l’armadio o fra gli indumenti.
L’operazione di febbraio e i 21 arresti
Lo scorso febbraio gli agenti della polizia hanno dato esecuzione a 21 misure cautelari degli arresti domiciliari nei confronti di funzionari e dipendenti della Motorizzazione Civile di Palermo, nonché nei confronti di numerosi responsabili di agenzie disbrigo pratiche automobilistiche. Numerose le perquisizioni effettuate presso la Motorizzazione e le Agenzie disbrigo pratiche automobilistiche.
Sequestrati centinaia di fascicoli. L’indagine ha avuto inizio nel 2020 e ha visto impegnati, per oltre due anni, gli investigatori della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polizia Stradale di Palermo in una complessa ed articolata attività di indagine coordinata dalla locale Procura, anche con l’ausilio di sofisticate apparecchiature di intercettazioni audio e video.
Gli accertamenti hanno consentito di richiedere e ottenere la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di 8 funzionari della Motorizzazione civile di Palermo e di 13 responsabili di Agenzie disbrigo pratiche ricadenti nella provincia di Palermo. I reati contestati sono di corruzione, accesso abusivo a sistema informatico o telematico, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici. Sono 187 i capi di imputazione e 42 gli indagati. L’attività di indagine condotta dalla Polizia Stradale ha preso le mosse dall’attività di monitoraggio e repressione del fenomeno del riciclaggio di auto, in particolare attraverso l’analisi delle pratiche di nazionalizzazione (immatricolazione dei veicoli provenienti dall’estero) evase dalla Motorizzazione di Palermo.
Le irregolarità
Secondo quanto emerso dal prosieguo delle indagini, tali irregolarità sarebbero state effettuate da 8 Funzionari della Motorizzazione della cosiddetta “area Veicoli”, che, in cambio di tali procedure, ritenute dagli investigatori irregolari, avrebbero ricevuto un ingiusto compenso economico dai titolari di alcune Agenzie di Disbrigo Pratiche.
E’ così emersa una diffusa consuetudine che prevedeva la consegna di somme di denaro ai pubblici ufficiali all’interno delle carpette contenenti la documentazione che ciascuna agenzia avrebbe dovuto depositare presso gli uffici della Motorizzazione, al fine di consentirne l’esame al Funzionario preposto. In molti casi le consegne di denaro in favore dei pubblici ufficiali sono state documentate attraverso intercettazioni video. Oltre 60 gli episodi per cui i Pubblici Ufficiali sono risultati indagati per specifici reati di corruzione in relazione alla trattazione di pratiche riguardanti circa 100 veicoli. Un quadro indiziario ritenuto “grave” dal gip presso il Tribunale di Palermo che ha spiccato la misura cautelare nei confronti di 21 persone e disposto il sequestro preventivo di somme per oltre 35 mila euro.






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