Si è costituito a Palermo il Comitato FEDE, ECONOMIA E COMUNITÀ, realtà promossa da operatori appartenenti a diversi settori economici del territorio, nata per favorire il dialogo tra le diverse componenti della vita sociale, economica e comunitaria.
Il Comitato ha sede presso Confimprese Palermo, che figura tra i promotori dell’iniziativa con la guida del suo presidente Giovanni Felice e riunisce alcuni operatori del settore da negozi di bomboniere e specializzati in cerimonia al comparto fotografia. La prima riunione che ha eletto il Coordinamento si è svolta due giorni fa all’esterno di Regalandia Village in Via Tasca Lanza 18 A, realtà nata dalla tradizione storica dal 1981 della famiglia Gandolfo nel settore delle bomboniere e degli allestimenti decorativi e che è presente nel Coordinamento con Manuela Gandolfo. Altri componenti sono Valentina Gambino, Raffaele Marchese, Tommaso Cillari, Marco La Rosa. Confimprese Palermo garantirà il supporto organizzativo e logistico al Coordinamento.
Poiché l’economia costituisce parte integrante dei sistemi sociali e della vita delle comunità, il Coordinamento è aperto anche alla partecipazione di tutti i cittadini che ne condividano i principi fondativi, nella convinzione che le scelte che incidono sul tessuto economico producano inevitabilmente effetti sulle persone, sulle famiglie e sulla comunità nel suo complesso. E già ci sono famiglie che stanno aderendo. In particolare, alcune mamme hanno manifestato il proprio disappunto per le comunioni che in base alla rimodulazione della catechesi, voluta dall’arcivescovo Corrado Lorefice, sono spostate in avanti a 13 o 14 anni, perché celebrate assieme alla cresima.
Il Coordinamento si è dato l’obiettivo di promuove il dialogo, l’ascolto reciproco e la ricerca di soluzioni orientate al bene comune, favorendo il confronto tra realtà diverse che condividono lo stesso territorio.
“La sua nascita – spiegano i componenti del Coordinamento – trae origine dalla profonda crisi che sta interessando la filiera collegata alle celebrazioni della Prima Comunione, una realtà composta prevalentemente da aziende a conduzione familiare che operano nei settori delle bomboniere, della fotografia, della ristorazione, dell’organizzazione di eventi, dell’acconciatura e di numerose altre attività collegate alle cerimonie”. Una decisione a cui si arriva a partire da un primo bilancio.
Le rilevazioni effettuate dagli esercenti attraverso interviste agli operatori evidenziano una situazione di particolare criticità:
Gli operatori che dichiarano una riduzione del fatturato superiore al 50% sono oltre il 90%.
Gli operatori che dichiarano una riduzione del fatturato compresa tra il 70% e l’80% sono il 47, 17 %.
Gli operatori che dichiarano una riduzione del fatturato compresa tra il 50% e il 70% sono il 43,40 %.
Gli operatori che dichiarano una riduzione del fatturato inferiore al 50% sono solo il 9,43%.
L’ incidenza delle attività legate alle Prime Comunioni sul fatturato annuo è tra il 50 ed l’80%.
Si tratta prevalentemente di aziende a conduzione familiare con una base di nuclei familiari monoreddito.
I dati assumono una particolare rilevanza se si considera che, nella maggior parte dei casi, le attività coinvolte coincidono con il sostentamento dell’intero nucleo familiare. Non si tratta infatti di grandi imprese facilmente riconvertibili o in grado di diversificare rapidamente il proprio mercato, ma di realtà costruite nel tempo attorno a competenze, relazioni e investimenti strettamente collegati al settore delle cerimonie.
Questa situazione, secondo i componenti del Coordinamento, è dovuta al nuovo progetto, voluto dall’arcivescovo Corrado Lorefice che non permetterà più ai bambini di ricevere la comunione all’età di 10-11 anni, ma insieme alla cresima: due riti che potranno celebrarsi, dopo ben 5 anni di preparazione, nello stesso giorno. “Per molte di queste attività – spiegano i componenti del Coordinamento – il comparto degli affari dedicato ai festeggiamenti delle Prime Comunioni rappresenta una componente essenziale del fatturato annuo, con un’incidenza che può raggiungere l’80%. Le contrazioni registrate si riflettono quindi direttamente sulla sostenibilità economica delle famiglie che da tali attività traggono il proprio reddito”.
Nel corso dell’assemblea è emersa con chiarezza una linea condivisa: il Coordinamento non nasce per alimentare contrapposizioni, ma per promuovere il dialogo e il confronto costruttivo.
“Prendiamo atto -dicono dal Coordinamento – che le richieste di confronto avanzate con la Curia nei mesi scorsi da Confimprese Palermo non hanno finora ricevuto riscontro”.
Per gli aderenti appare difficile comprendere “ come una realtà che da sempre richiama il valore del dialogo e dell’ascolto non abbia ancora ritenuto opportuno avviare un momento di confronto su una questione che coinvolge centinaia di famiglie e attività del territorio.
La Chiesa rappresenta un riferimento fondamentale per la comunità cittadina e molti aderenti al Coordinamento vivono personalmente la propria appartenenza ecclesiale. Proprio per questo si ritiene che un confronto sereno e rispettoso sia non soltanto possibile, ma auspicabile”.
La richiesta del Coordinamento non riguarda le motivazioni pastorali che hanno portato alle scelte adottate, bensì la valutazione dei loro effetti concreti e dei risultati conseguiti.
“Ogni scelta produce conseguenze – chiosano gli imprenditori – riteniamo pertanto legittimo interrogarsi se i benefici ottenuti siano proporzionati agli effetti economici e sociali che si stanno registrando sul territorio. È una riflessione che crediamo possa essere affrontata soltanto attraverso un dialogo aperto, fondato sull’ascolto reciproco e sulla comune ricerca del bene della comunità”.
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