Un nuovo strumento a disposizione di enti, professionisti e operatori economici che lavorano nel settore dei beni culturali in Sicilia: si chiama SMApp Cultura 5.0, lo sportello multidisciplinare lanciato dal Dipartimento regionale dei Beni culturali nell’ambito del progetto “Mille esperti” del Pnrr.
L’obiettivo è chiaro: offrire consulenza pubblica gratuita e specialistica sugli appalti legati a lavori, servizi e forniture in ambito culturale.
Ma questo sportello non è solo un servizio tecnico. È un cambio di passo. Una nuova visione della spesa pubblica che mette al centro non solo la digitalizzazione, ma anche l’aspetto umano, sociale e produttivo di ogni procedura di appalto.
“La tecnologia è uno strumento fondamentale per migliorare la vita delle persone, ma senza trascurare l’aspetto umano”, ha sottolineato l’assessore ai Beni culturali e all’Identità siciliana Francesco Paolo Scarpinato.
Un nuovo approccio alla gestione degli appalti culturali
SMApp Cultura 5.0 nasce proprio con questa filosofia: integrare competenze tecniche e relazione diretta, con uno sportello che garantisce confronto frontale tra funzionari e stakeholder del territorio.
Il servizio si propone di:
- Accelerare l’attuazione dei progetti;
- Supportare i Rup (Responsabili Unici del Procedimento) nella gestione delle gare;
- Favorire il dialogo con beneficiari pubblici e privati (Comuni, Fondazioni, Università, Enti del Terzo Settore);
- Assistere le imprese che partecipano agli appalti culturali;
- Rafforzare trasparenza e correttezza in tutte le fasi: partecipazione, aggiudicazione ed esecuzione.
Come accedere al servizio
Il servizio è completamente gratuito e si può richiedere:
- In presenza ogni giovedì, dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17;
- Online, scrivendo una mail a: serv.coordinamentoprogettazionebci@regione.sicilia.it (indicando nome, ente/ditta, breve descrizione del problema e un contatto telefonico).
Con SMApp Cultura 5.0, la Regione Siciliana punta a rafforzare l’efficienza della macchina amministrativa e a generare vero valore pubblico, rendendo la cultura non solo un patrimonio da conservare, ma anche un motore di sviluppo responsabile, trasparente e inclusivo.






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