L’allarme lanciato dalla UIL FP Polizia Penitenziaria fotografa una realtà incandescente all’interno degli istituti di pena dell’isola. Nei primi quattro mesi del 2026, le carceri siciliane hanno registrato ben 795 violazioni di norme penali. Si tratta di un dato parificato, per gravità e frequenza, ai reati che si consumano quotidianamente nelle strade delle nostre città. Secondo il sindacato, esiste un legame diretto tra la gestione della sicurezza interna ai penitenziari e il controllo del territorio esterno, un dettaglio che le istituzioni sembrano trascurare troppo spesso.

Il responsabile regionale della sigla sindacale, Gioacchino Veneziano, ha espresso forte perplessità rispetto alle attuali strategie governative. Quando si sente parlare del potenziamento degli organici delle forze di polizia per blindare le città, si nota una costante e preoccupante disattenzione nei confronti della Polizia Penitenziaria. Questo approccio viene definito miope, poiché penitenziari vulnerabili rischiano di trasformarsi in veri e propri centri nevralgici in cui la criminalità interna riesce a mantenere vivi e operativi i contatti con quella esterna. Garantire la sicurezza dentro le mura significa, di riflesso, proteggere l’ordine pubblico complessivo.

Il bilancio dei primi quattro mesi del 2026

I numeri emersi dal report sindacale descrivono un inizio d’anno segnato da forti tensioni e continui episodi di illegalità. Tra gennaio e aprile si contano centinaia di illeciti che spaziano dalla violenza alle minacce, fino alla resistenza, all’ingiuria e all’oltraggio a pubblico ufficiale.

A questo quadro già complesso si aggiungono diciannove manifestazioni collettive rumorose, caratterizzate dalla classica battitura delle inferriate, e nove proteste di gruppo più strutturate, culminate nel rifiuto di rientrare nelle celle. Il bilancio fisico di questa ondata di tensione conta già una decina di operatori feriti a causa delle aggressioni subite da parte dei detenuti.

La crisi strutturale e le richieste al governo

La crisi strutturale emerge con ancora maggiore chiarezza se si analizzano i carichi di lavoro a cui è sottoposto il personale. Veneziano ha indirizzato un messaggio chiaro al sottosegretario Alberto Balboni, subentrato ad Andrea Delmastro, ricordando che nel corso del 2025 i poliziotti penitenziari in servizio in Sicilia hanno accumulato oltre un milione di ore di lavoro straordinario. A questo dato si sommano novantacinquemila giornate di congedo ordinario arretrato e mai fruito.

Queste cifre certificano in modo inequivocabile una carenza cronica di almeno seicento unità nel solo ruolo degli agenti. Il confronto con altre regioni italiane che presentano una simile capienza detentiva evidenzia inoltre una penalizzazione numerica per la Sicilia, a cui mancano all’appello cento ispettori e duecento sovrintendenti. Per tali ragioni, la UIL FP richiede con urgenza l’apertura di un tavolo di confronto ministeriale finalizzato a rivedere le dotazioni organiche, ribadendo che un sistema carcerario sicuro rappresenta il primo tassello per la tutela della collettività.