La telenovela dem in Sicilia si arricchisce di un capitolo inedito. Dopo giorni di fibrillazioni e il “passo di lato” di Anthony Barbagallo – rimasto isolato e logorato dai veti incrociati e dalle fronde interne del gruppo parlamentare all’Ars – Roma ha preso in mano il dossier. Ma anziché inviare un classico commissario “straniero” per azzerare tutto, la segretaria nazionale Elly Schlein ha optato per una soluzione ibrida e tutta politica.

A guidare il partito nell’Isola sarà Giuseppe Provenzano. Il deputato nazionale ed ex ministro riceve un pesante “doppio mandato” direttamente dal Nazareno, assumendo il ruolo di unico uomo al comando per traghettare la refrattaria federazione siciliana fuori dalle secche. Eppure, dal quartier generale romano si affrettano a precisare la natura atipica del provvedimento: Provenzano gestirà la transizione con pieni poteri, ma senza la formale targhetta di “commissario”. Scongiurata, almeno per ora, l’ipotesi di un “direttorio” multipersonale che avrebbe rischiato di riprodurre in piccolo le stesse spaccature correntizie.

Dal siluramento all’Ars al passo indietro di Barbagallo

Il crollo della vecchia gestione era nell’aria da mesi, accelerato da un isolamento diventato ormai insostenibile per Barbagallo. Il segretario uscente ha provato fino all’ultimo a mediare tra le diverse anime del partito e a blindare il perimetro del “campo largo” in vista delle Regionali 2027, ma si è scontrato con l’insofferenza cronica dei deputati regionali di Palermo.

Il definitivo naufragio dei tentativi di pax interna ha spinto il responsabile Organizzazione nazionale, Igor Taruffi, a dettare la linea della svolta drastica. Un assist subito recepito all’Ars dal capogruppo dem Michele Catanzaro, che ha blindato l’allineamento dei parlamentari siciliani alle decisioni di Roma pur di evitare che lo scontro tra le correnti pregiudicasse la costruzione dell’alternativa alle destre.

Il ruolo di Provenzano tra tregua armata e Regionali 2027

La scelta di Provenzano rappresenta una via di mezzo strategica. Da un lato, il Nazareno manda un chiaro segnale di centralizzazione del dossier Sicilia, considerata una regione laboratorio cruciale; dall’altro, evita l’umiliazione di un commissariamento da statuto che avrebbe potuto rinfocolare le storiche frizioni tra l’ala riformista locale e la linea della segretaria nazionale.

Il compito del neo-traghettatore non sarà dei più semplici: congelare i conflitti locali, riorganizzare le strutture territoriali e condurre il Pd siciliano verso i congressi, arginando l’inevitabile e sanguinosa guerra interna per le future candidature che contano. Resta da capire se le agguerrite correnti dem dell’Isola accetteranno la cura Provenzano o se la tregua imposta da Roma si rivelerà soltanto passeggera.

Gli auguri a Provenzano ma solo da Controcorrente

“La nomina a commissario regionale del deputato Giuseppe Provenzano è il primo passo verso un Partito Democratico unito e forte. Non possiamo che fare i migliori auguri al nuovo commissario siciliano. Oggi più che mai serve unito per poter battere il centrodestra alle prossime elezioni” afferma il coordinatore regionale di Controcorrente, Gandolfo Lo Verde, unico a intervenire fra i partiti del campo largo