La Corte europea dei diritti umani ha detto no alla richiesta di sospensione della pena, per motivi di salute, presentata da Marcello Dell’Utri.

Due mesi fa il tribunale di sorveglianza di Roma aveva emanato una sentenza analoga negando la scarcerazione e considerando la malattia non in stadio avanzato e dunque concreto il pericolo di fuga.

L’ex esponente di Forza Italia è attualmente detenuto nel carcere romano di Rebibbia dove sta scontando una pena a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa.

Dell’Utri aveva più volte richiesto gli arresti ospedalieri o, in alternativa, la scarcerazione per potersi curare da un tumore alla prostata.  Secondo quanto accertato dai medici di Rebibbia, che hanno inviato una serie di relazioni ai giudici di Sorveglianza, Dell’Utri è affetto da una cardiopatia e una forma di diabete grave e a luglio scorso gli è stato diagnosticato anche iln tumore maligno alla prostata.

Nel corso di una udienza straordinaria, svolta il 2 febbraio scorso, i difensori dell’ex parlamentare, gli avvocati Alessandro De Federicis e Simona Filippi hanno spiegato che anche “il garante dei detenuti sostiene che sia il carcere che le strutture protette sono inadeguate per le cure di cui ha bisogno Dell’Utri”.

Intanto, sempre oggi, il tribunale di Sorveglianza di Roma si è riservato di decidere in merito all’istanza presentata dai legali dell’ex parlamentare, Marcello Dell’Utri, in cui si chiede di verificare se l’attuale stato detentivo presso il Campus Biomedico lede i diritti umani. Dell’Utri, affetto da cardiopatia, diabete e tumore alla prostata, è ricoverato dal 14 febbraio scorso, piantonato 24 ore su 24 da due agenti e non può incontrare nessuno.

“L’ex senatore, che sta scontando una pena a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, dovrebbe rientrare a Rebibbia il 20 aprile prossimo – spiegano i difensori Alessandro De Federicis e Simona Filippi -. Attualmente è costretto in una camera del Campus Biomedico, dove non può nemmeno aprire la finestra perché sigillata ed deve dormire con la luce in faccia”.

Nei giorni scorsi l’ex senatore di Forza Italia ha presentato una denuncia al Csm contro sei magistrati dello stesso tribunale capitolino per violazione disciplinare. L’ex parlamentare chiede al Consiglio superiore della magistratura di valutare il comportamento, a suo parere “superficiale e inerte” assunto dai giudici che hanno deciso in merito alla compatibilità tra la detenzione in carcere e il suo stato di salute e ciò, a suo dire, ha comportato un peggioramento del quadro clinico.

 

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