La Camera dei deputati ha detto no alla Procura di Palermo che chiedeva il sequestro delle chat del deputato di Noi Moderati Saverio Romano. Durante la seduta di oggi la Camera si è espressa sulla relazione della giunta per le autorizzazioni a procedere che proponeva di respingere la richiesta giunta dalla Procura del capoluogo isolano.
A votare a favore della relazione non è stata solo la maggioranza ma anche pezzi dell’opposizione e in particolare i deputati di Azione, Italia viva e +Europa
Il pronunciamento della giunta delle autorizzazioni
Con 201 voti a favore e 94 contrari la Camera ha, dunque, approvato la relazione della giunta per le autorizzazioni tenuta da Enrico Costa di Forza Italia nella quale si chiedeva di respingere la richiesta della Procura di Palermo che aveva chiesto il sequestro delle chat nell’ambito dell’inchiesta che ipotizza i reati di corruzione, atti contrari ai doveri d’ufficio e turbata libertà degli incanti. Si tratta della medesima inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari per l’ex presidente della Regione Totò Cuffaro mentre il Gip ha già respinto le richieste riguardati proprio Saverio Romano.
La relazione di Costa
Ripercorrendo la vicenda nella sua relazione Enrico Costa ha parlato di un provvedimento di sequestro irragionevole, sproporzionato e non coerente con i canoni costituzionali ed euro unitari che devono preservare, al tempo stesso, tanto l’attività di indagine quanto la tutela della funzione parlamentare.
Saverio Romano astenuto
Al momento del voto il deputato Saverio Romano, che fa parte proprio della giunta per le autorizzazioni a procedere, si è astenuto.
Hanno certamente avuto un ruolo anche le valutazioni del Gip di Palermo che, nell’ambito del procedimento giudiziario, ha parimenti detto no alle richieste della Procura riguardo la posizione di Romano.
Lo stesso Romano, nei giorni e nelle settimane successive all’esploder dell’inchiesta, aveva sottolineato una serie di anomalie ma aveva poi chiesto personalmente ai colleghi della Camera comunque di concedere l’uso delle chat. La giunta ha valutato diversamente e adesso la relazione presentata alla camera è stata approvata dicendo, di fatto, no alla Procura






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