Un infermiere di 45 anni del reparto di Oncologia dell’ospedale Civico di Palermo ieri sera è stato aggredito dal parente di un paziente.

L’aggressore gli ha sferrato un pugno al volto. La colpa non avere consentito l’ingresso in corsia perché era stato superato l’orario di visita.

Prima le urla poi il colpo al volto sferrato davanti allo sguardo di un bimbo tenuto per mano dal parente andato in escandescenza. L’infermiere è stato portato al pronto soccorso.

Qui i medici hanno refertato un trauma facciale. Sono in corso indagini della polizia per risalire all’aggressore.

“L’ennesima aggressione ai danni di un infermiere del reparto di Oncologia dell’Arnas Civico di Palermo conferma che sono venute meno le condizioni minime di sicurezza per gli operatori della sanità in città”. Lo dichiara il segretario generale della Cisl Fp Palermo Trapani, Lorenzo Geraci, che prosegue: “Si assiste a un escalation di violenza nei confronti del personale che lavora nelle strutture ospedaliere cittadine. Da tempo chiediamo che si prendano provvedimenti concreti a tutela di questi lavoratori, che operano in condizioni di reale rischio per l’incolumità personale”. Per la Cisl Fp, “è fondamentale che l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, attui le misure da lui annunciate per garantire la sicurezza negli ospedali e nei presidi sanitari locali”.

“Un’aggressione ad un operatore sanitario accaduta in presenza di minori, in un reparto con pazienti affetti da tumore, qualcuno in fase terminale, lontano dall’area d’emergenza. Ancora una volta, oltre alla solidarietà incondizionata al nostro dipendente, denunceremo i fatti alla Procura della Repubblica, mettendo a disposizione le immagini del sistema di videosorveglianza”. Lo dice Giovanni Migliore, commissario dell’’ARNAS Civico e vicepresidente Fiaso,

“In questo caso chiederemo anche l’intervento del servizio sociale, per verificare se si tratti di di un comportamento abituale, che a nostro avviso potrebbe essere poco compatibile con la potestà genitoriale – prosegue -. Da padre, mi domando che esempio educativo possa essere un genitore violento, che non comprende tra l’altro, che vietare l’accesso al reparto ai bambini serve proprio a proteggerli, oltre che ad assicurare la tranquillità dei ricoverati. Abbiamo realizzato una nuova e moderna struttura dedicata all’emergenza, adottato tutte le misure previste dal piano regionale per la sicurezza, messo in funzione 200 telecamere nell’area ospedaliera, ma ancora una volta tuttavia siamo costretti a sottolineare che a rischio è il diritto alla salute dei pazienti.Chiediamo quindi un intervento esemplare delle forze dell’ordine e della magistratura, che possa costituire un efficace deterrente” conclude.

“Il Comune non può che confermare il proprio sostegno ad ogni misura che sarà adottata e realizzata nei tempi più brevi possibili, perché gli ospedali siano luoghi di cura ed assistenza dignitosi per i pazienti e di lavoro sereno per i medici e tutto il personale”.

Ha dichiarato il Sindaco Leoluca Orlando.