La nuova strategia europea per le isole mette d’accordo, almeno in parte, maggioranza e opposizione. Alla scelta fatta nella rimodulazione di medio termine che dirotta un miliardo e mezzo di euro proprio alle priorità di isole e Regione costiere plaude anche il Pd per bocca dell’eurodeputato siciliano Giuseppe Lupo.
“Bene l’approvazione da parte della commissione della nuova strategia per le isole anche per le comunità costiere. Sicuramente due strategie di cui l’Italia potrà avvantaggiarsi, in particolare le nostre isole, la Sicilia e la Sardegna ma serve ancora di più”.
Un bilancio più ambizioso
“Serve un bilancio, appunto, più ambizioso” dice Lupo che plaude alla scelta operata e parla di opportunità di lotta alle disuguaglianze e propone un ulteriore passo avanti “Proprio per questo l’obiettivo dell’Unione Europea è la lotta alle diseguaglianze, promuovere la prosperità delle comunità in base a un principio di uguaglianza e allora è necessario investire di più laddove maggiore è il divario rispetto alle medie nazionali. Penso all’esigenza di garantire connettività, ma anche innovazione soprattutto ai sistemi produttivi delle nostre isole, delle nostre aree periferiche”.
Tornare a spostare l’attenzione verso il bacino del Mediterraneo
“E’ anche importante il nuovo patto per il Mediterraneo, che sposterà l’attenzione dell’Unione Europea proprio sul bacino del Mediterraneo, sul Sud dell’Europa, sulle nostre isole, sulla Sicilia, sulla Sardegna, che sono il ponte naturale che guarda agli stati extra Unione Europea che si affacciano nel Mediterraneo”.
Il governo italiano si faccia ascoltare in Europa
“Il governo italiano deve farsi ascoltare con forza in consiglio per sostenere la proposta sul nuovo bilancio pluriennale approvata dal Parlamento Europea a Strasburgo, una proposta più ambiziosa rispetto a quella avanzata dalla commissione”.
“Noi chiediamo un incremento del quadro finanziario pluriennale di almeno il 10%, quindi è necessario che gli Stati membri investano di più sul bilancio europeo per rispondere alle esigenze che sono le esigenze dei cittadini europei, ma ovviamente anche le esigenze dei cittadini degli Stati membri per un’Europa che deve essere più competitiva, ma anche più coesa, che deve investire di più sull’agricoltura, la pesca, la questione sociale, la questione territoriale, ma anche le nuove emergenze come la transizione verde, la transizione digitale, la competitività”.
La questione Next Generation e il “nuovo debito buono”
“Serve una percentuale più alta di finanziamento da parte degli Stati membri. Noi chiediamo l’1,27 oltre lo 0,11% per il rimborso del prestito del Next Generation EU. Chiediamo nuove entrate proprie, chiediamo anche debito comune buono, cioè quel debito comune che può finanziare investimenti per generare ricchezza, per generare crescita di cui oggi l’Europa ha assolutamente bisogno per creare anche lavoro di qualità, soprattutto nelle aree più svantaggiate”.






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