“Beviamo qualcosa”. Così avrebbe detto Pietro De Luca al ragazzo di 16 anni che ha confessato di averlo ucciso. E’ quanto ha detto il minore nel corso dell’interrogatorio davanti al pm della procura per i minorenni. La proposta non gli era sembrata strana. I due si conoscevano. Il ragazzo lavorava nel terreno del padre confinante l’ex infermiere in pensione in via Buonpensiero a Palermo. Si occupa di accudire gli animali.
Questa volta gli avrebbe passato una bevanda alcolica. Poi l’uomo avrebbe iniziato a fare delle avance. A questo punto è iniziata la lite. Tre colpi in testa con un grosso tubo.
Il ragazzo racconta di essere rimasto nella baracca accanto al corpo di De Luca. Per non destare sospetti alla moglie che abita in un palazzo non distante manda alcuni sms dal cellulare della vittima. “Sono ancora qua”, avrebbe scritto.
Il padre del ragazzo ha un precedente penale per detenzione abusiva di armi. Qualche anno fa il suo nome saltò fuori un’inchiesta. Il racconto del ragazzo è al vaglio degli agenti della squadra mobile che stanno indagando per accertare anche che il giovane non sia stato aiutato da qualcuno.






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