E’ sotto interrogatorio il ragazzo di 16 anni che ha confessato il delitto di Pietro De Luca, ex infermiere dell’ospedale Civico in pensione, trovato morto in un casolare in mezzo al verde a due passi dal fiume Oreto in via Buonpensiero. Non è ancora chiaro né l’orario della morte che potrebbe essere avvenuta la mattina di venerdì 8 maggio nè il movente.
Tre colpi inferti con un tubo di metallo
L’uomo sarebbe stato ucciso con tre colpi di un grosso tubo di metallo nel corso di una rissa tra il ragazzo e il pensionato. Il racconto del giovane è ora al vaglio degli inquirenti della squadra mobile, coordinati dalla procura per i minorenni, poiché diversi elementi della sua versione non sembrano coincidere perfettamente con i rilievi effettuati sulla scena del crimine. Arrivare in quel casolare è molto difficile e il percorso è impervio. A quanto pare il ragazzo conosceva bene i luoghi.
Il terreno del padre del giovane confinante con la proprietà della vittima
Il padre del sedicenne ha un terreno che confina con la proprietà di De Luca. Tra il dedalo di stradine dove ci sono numerose costruzioni in cemento armato la stradina viene bloccata da un cancello. Superato quello c’è il casolare. Quando i poliziotti sono giunti nel rione Villaggio Santa Rosalia, si sono trovati davanti a una scena brutale: il corpo di De Luca giaceva in una pozza di sangue con il cranio fracassato, probabilmente colpito ripetutamente con un pesante tubo di metallo trovato poco distante.
Per ore il casolare è stato passato al setaccio dagli uomini della scientifica. E’ anche arrivato il medico legale a cui spetterà stabilire l’orario della morte. Per i vicini era inspiegabile che l’uomo si trovasse lì ancora fino a tarda ora. Non era mai successo. Nel casolare sono arrivati la moglie e il figlio della vittima visibilmente sconvolti.






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