Quattordici anni e 8 mesi per Andrea Cangemi, un anno e 8 mesi per Gaetano Lo Medico e Alessio Greco, tutti e tre di Partinico. Confermate in appello le condanne per i tre imputati al processo per l’omicidio di Francesco Bacchi, il partinicese di 19 anni morto in seguito ad una rissa scoppiata il 14 gennaio del 2024 all’esterno di una discoteca a Balestrate.

La seconda sezione della Corte d’assise, presidente Sergio Gulotta, ha pronunciato la sentenza, confermando quanto aveva stabilito il tribunale di Palermo in primo grado. L’omicidio fu preterintenzionale e non volontario. I giudici hanno quindi accolto la richiesta della conferma delle pene che era stata avanzata dal procuratore generale Roberto Binenti.

I familiari della vittima avevano insistito attraverso i loro legali, Antonio Maltese e Cinzia Pecoraro, affinché venissero considerate le aggravanti, fra cui i futili motivi esclusi in primo grado. Avevano ribadito, nel corso del processo, che il movente della rissa fosse banale e che ciò dovesse comportare un aumento delle pene. L’avvocato Bartolomeo Parrino che ha difeso Andrea Cangemi, il giovane indicato come autore dei due calci che portarono alla morte di Bacchi, aveva al contrario chiesto una riduzione della condanna.

L’avvocato Bartolomeo Parrino aveva ricordato che Cangemi è incensurato e ha collaborato sin dall’inizio con gli inquirenti, fornendo una versione dei fatti ritenuta coerente. Per questo, secondo la difesa, la pena di 14 anni e 8 mesi per omicidio preterintenzionale veniva considerata eccessivamente severa.

Il nodo centrale del processo anche in questo secondo grado era quello della valutazione dell’intenzionalità. Il Gip aveva escluso che Cangemi avesse voluto uccidere: secondo la sua ricostruzione, la reazione dell’imputato era avvenuta in pochi istanti dopo essere stato colpito da alcuni schiaffi da Bacchi, intervenuto per difendere gli amici coinvolti nella rissa. La rapidità della sequenza – appena quattro secondi – non avrebbe consentito “una scelta consapevole” di accettare il rischio di causare la morte. Una lettura contestata dalle parti civili, convinte invece che la violenza dei colpi fosse indicativa di una volontà diversa.

Gaetano Lo Medico e Alessio Greco sono stati condannati, invece, per la loro partecipazione attiva allo scontro tra i due gruppi davanti alla discoteca di Balestrate. “Noi come parti civili – afferma l’avvocato Antonio Maltese che ha rappresentato al processo il padre della vittima, Benedetto Bacchi – non siamo soddisfatti, ovviamente, perché pensavamo in una diversa qualificazione giuridica del fatto. Tutto sommato è stata confermata la sentenza di primo grado che, per la contestazione del reato, rappresenta il massimo della pena”.