Proseguono le indagini sul casolare sul fiume Oreto in via Buonpensiero dove è stato ucciso da un ragazzo di 16 anni con un tubo di metallo Pietro De Luca, l’infermiere in pensione.
Secondo le prime indagini l’arma non si sarebbe trovata nel casale. Lo avrebbe portato dentro il ragazzo. Un elemento che sembra non confermare il racconto del giovane che ha raccontato agli inquirenti di avere ucciso l’uomo d’impeto dopo alcune avance sessuali.
Il ragazzo ha raccontato di essere stato invitato nel casolare per una bevuta da De Luca e avere reagito per difendersi da un suo approccio sessuale indesiderato. La procura al momento non avrebbe trovato i riscontri di un’aggressione a sfondo sessuale, il ragazzo avrebbe infierito su De Luca a terra fino a fratturargli il cranio.
Si cercano conferme sull’ipotesi che l’omicidio sia avvenuto venerdì mattina. L’esame dei telefonini e l’interrogatorio dei familiari della vittima del giovane in cella serviranno a ricostruire cosa ha fatto nelle 12 ore trascorse dal delitto e il momento in cui si è costituito, ore durante le quali dal telefonino di De Luca continuavano a partire messaggi per la moglie che si trovava a casa, a poco più di 1 km di distanza dal casolare.
“Sono ancora qui, faccio tardi”, rassicuravano i messaggi. Secondo gli inquirenti, il pensionato era già morto. Il giovane è nel carcere Malaspina, indagato per omicidio. Sarà fissato in settimana l’interrogatorio con il giudice per convalidare o meno lo stato di fermo. Negli stessi giorni si terrà l’autopsia sul corpo di De Luca.






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