E’ caduto da un’impalcatura durante i lavori di ristrutturazione che stava eseguendo a casa sua. Giovanni Spera 56 anni è precipitato da un’altezza di nove metri. E’ stato soccorso dai sanitari del 118 in via Abruzzo a Belmonte Mezzagno.
E’ stato trasportato in elisoccorso all’ospedale Civico. Le sue condizioni sono gravissime. La prognosi è riservata e l’operaio è in pericolo di vita. Le indagini sono condotte dai carabinieri che stanno accertando se siano state rispettate tutte le norme di sicurezza previste.
Cisl, ancora troppi incidenti sul lavoro
“Siamo vicini all’operaio gravemente ferito e alla sua famiglia, attendiamo l’esito delle indagini, ma probabilmente come spesso poi viene confermato, questo grave incidente si poteva evitare. Quando si lavora su ponteggi così alti bisogna garantire la massima sicurezza ai lavoratori, con ancoraggi e stabilità adeguati, i dispositivi di protezione individuali, e il rispetto delle regole sullo stress termico. Siamo stanchi di dover puntualizzare ancora una ovvietà, e cioè che la sicurezza e la vita devono avere la priorità su tutto”. Lo affermano la segretaria generale Cisl Palermo Trapani Federica Badami e il segretario generale Filca Cisl Palermo Trapani Francesco Danese, appreso dell’incidente sul lavoro accaduto a Belmonte Mezzagno in cui è rimasto ferito un operaio di 56 anni impegnato in lavori di ristrutturazione su un ponteggio a nove metri di altezza.
“Tutelare l’integrità psico-fisica e promuovere un miglioramento continuo delle condizioni di lavoro di tutti i lavoratori deve essere un impegno univoco di tutti coloro che hanno delle responsabilità sul tema. Controlli, prevenzione, formazione, un maggior numero di ispettori, una sinergia fra tutte le realtà sono elementi imprescindibili di un’azione quotidiana a tutela della vita dei lavoratori” aggiungono Badami e Danese. “E’ allarmante che nello stesso giorno due operai cadano dal ponteggio, un allarme che deve risuonare forte e chiaro nelle orecchie di chi ancora non fa abbastanza per evitare che altri lavoratori muoiano o restino gravemente feriti”, commenta Paolo D’Anca segretario generale Filca Cisl Sicilia riferendosi anche all’episodio di Agrigento, dove un operaio 53enne sarebbe caduto dal ponte che collega Agrigento a Porto Empedocle. “Ci auguriamo venga presto chiarito il mistero delle sue gravi lesioni, il perché , se confermato, l’operaio è caduto dal ponteggio e se, nel caso in cui viene confermato si sia trattato di un malore, sono state rispettate tutte le norme sullo stress termico, che in questi giorni è un pericolo costante per tutti gli operai edili”.
L’incidente ieri sul ponte Morandi
Un operaio di 53 anni, Gerlando Brucceri, ha perso la vita dopo essere precipitato da un’impalcatura nel cantiere del Ponte Morandi. Secondo le prime informazioni, non è escluso che all’origine della caduta possa esserci stato un malore improvviso.
L’uomo era impegnato nelle attività di cantiere quando, per cause ancora da accertare, è caduto dall’impalcatura riportando lesioni mortali.
L’intervento per il recupero del malcapitato
Sul luogo dell’incidente ci sono i sanitari del 118, una squadra dei Vigili del fuoco che sta lavorando sul ponte per recuperare il corpo dell’uomo e i carabinieri che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente e verificare eventuali responsabilità.
L’area è stata messa in sicurezza per consentire lo svolgimento delle operazioni di soccorso e delle indagini.
Anas: “I fatti fanno ipotizzare un improvviso malore”
In relazione al decesso del lavoratore rinvenuto nel cantiere del ponte Akragas 2 (questo il nome dell’infrastruttura nota come Ponte Morandi ndr), nel pomeriggio di ieri, nel territorio di Agrigento, Anas comunica che sono in corso tutti gli accertamenti da parte delle autorità competenti.
Secondo le prime notizie sull’accaduto raccolte da Anas, il lavoratore è stato rinvenuto privo di sensi lungo una pedana metallica, al termine del turno lavorativo. I primi riscontri fanno ipotizzare un improvviso malore.
Saranno gli accertamenti dell’Autorità giudiziaria e gli esiti dell’esame autoptico a chiarire le cause del decesso.
Anas rinnova la propria vicinanza ai familiari del lavoratore e come sempre è disponibile a fornire la massima collaborazione alle autorità competenti.





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