”Palermo Città della Legalità”. E’ l’iniziativa promossa dal Comune che ha visto come protagonisti gli studenti dell’Istituto “Giovanni Falcone” confrontarsi con le Istituzioni e le forze dell’ordine. Durante l’incontro sono stati numerosi gli interventi degli studenti, di età compresa tra gli 11 e i 14 anni, i quali hanno rivendicato l’identità del proprio quartiere in maniera positiva. Il progetto è stato curato dall’assessorato ai Beni confiscati e alla legalità, guidato da Brigida Alaimo, la quale ha instaurato un dialogo diretto con i ragazzi.

L’incontro ha avuto inizio con il saluto del dirigente scolastico dell’Istituto “Giovanni Falcone”, Massimo Valentino:  “Tutte le iniziative volte alla diffusione dei valori della legalità sono per noi fondamentali. Partecipare a questo progetto in sinergia con il Comune e le istituzioni locali ha una valenza ancora maggiore, perché testimonia una forte collaborazione tra il Ministero, l’Ufficio Scolastico Regionale e l’ambito territoriale di Palermo. La nostra scuola opera in un contesto che presenta diverse criticità, legate soprattutto a un senso di chiusura che caratterizza il quartiere, in particolare lo Zen 2. Tuttavia, abbiamo scelto di coinvolgere i nostri ragazzi in questo percorso perché sono giovani dotati di un’intelligenza viva e di grandi potenzialità, nonostante le difficoltà che si trovano ad affrontare rispetto ai loro coetanei di altre zone. Il nostro impegno quotidiano è puntare su queste risorse, rinnovando costantemente la proposta di valori sani e principi positivi che sono alla base di questo progetto.”

In seguito, l’Assessore Brigida Alaimo ha aperto il dibattito con i ragazzi, i quali hanno ribadito che lo Zen non è sinonimo di mafia, sottolineando che il quartiere sia abitato da persone perbene che lavorano con dignità e sacrificio.

“Oggi, nell’ambito del progetto ‘Palermo Città della Legalità’, abbiamo vissuto un momento di confronto straordinario. Mi ha colpito profondamente la vivacità dei ragazzi e la loro voglia di mettersi in gioco: oggi sono stati loro a dare a noi adulti un esempio concreto di legalità, fatta di gesti quotidiani e concetti semplici ma estremamente incisivi. Il punto di forza di questa iniziativa è proprio il dialogo con una generazione che ha tutte le potenzialità per farcela. È nostro dovere istituzionale non fermarci agli stereotipi che descrivono i giovani come interessati solo ai social o agli smartphone; dobbiamo invece essere capaci di utilizzare questi nuovi strumenti comunicativi per trasmettere e radicare i valori della legalità nella nostra città. Spesso noi adulti, per comodità, tendiamo a vedere i ragazzi come distanti, ma la giornata di oggi dimostra quanto siano vicini e pronti a costruire un futuro diverso”, ha dichiarato l’Assessore Brigida Alaimo

Successivamente, il commissario capo Antonio Sirago, vicedirigente del commissariato San Lorenzo, ha illustrato ai giovani le procedure corrette per richiedere assistenza in caso di necessità, ribadendo la costante vicinanza delle forze dell’ordine. Il commissario Sirago ha inoltre approfondito il fenomeno del cyberbullismo, fornendo strumenti concreti per riconoscerlo e contrastarlo. 

Il dibattito ha proseguito con il contributo tecnico di Salvatore Forastieri, segretario provinciale dell’Associazione Magistrati Tributari, che ha analizzato il tema della legalità economica come pilastro della convivenza civile. La mattinata si è poi conclusa con l’intervento del capitano Gennaro D’Angelo, della compagnia dei carabinieri di Palermo San Lorenzo, il quale si è soffermato sull’importanza della legalità, evidenziando il ruolo fondamentale dello sport come veicolo di valori positivi e aggregazione sana.

Ha chiuso il dibattito l’onorevole Antonello Cracolici- presidente della Commissione regionale antimafia- che ha evidenziato come alcuni quartieri storicamente associati al malaffare e allo spaccio abbiano le potenzialità per dimostrare una realtà profondamente diversa e positiva. Inoltre, ha sottolineato come nonostante la presenza di modelli criminali, la stragrande maggioranza dei ragazzi abbia sempre scelto la via dell’onestà e dell’impegno per raggiungere il successo. Considerato il grande entusiasmo degli studenti, verrà valutata la possibilità di ripetere l’incontro con gli stessi ragazzi e con i loro genitori.

“Allo Zen esiste una vastissima comunità di persone che vive quotidianamente all’insegna della legalità e della normalità. Il nostro obiettivo è trasformare questi cittadini nei veri testimonial di questo territorio, promuovendo modelli positivi attraverso lo sport, la musica e l’associazionismo. Dobbiamo rafforzare il tessuto sociale per diffondere un messaggio chiaro: lo Zen, così come gli altri quartieri a rischio della città, non è soltanto il luogo del disagio, dello spaccio o del malaffare. Qui ci sono energie straordinarie in grado di fare della normalità la bellezza della propria vita, e l’incontro di oggi molto partecipato ne è la conferma. Progetti come questo sono fondamentali non solo per parlarne, ma per fornire esempi concreti di cambiamento. Un esempio simbolico sarà la nascita dell’Orchestra musicale dello Zen, promossa dalla scuola Sciascia: un modo per mettere insieme le energie sane del quartiere e dire all’intera città di Palermo che qui sta crescendo qualcosa di bello che può e deve diffondersi ovunque”, ha concluso  l’Onorevole Antonello Cracolici, presidente Commissione regionale antimafia

L’incontro è parte di un cammino che coinvolge 18 scuole palermitane e che culminerà nel concorso “Giovani protagonisti della legalità”. Gli studenti dello Zen, come i loro coetanei, saranno chiamati a realizzare video, podcast e campagne social per raccontare la loro idea di comunità resiliente. Il percorso si concluderà il 22 maggio al Teatro Biondo, in un grande evento moderato dal vicedirettore nazionale TGR Rai Roberto Gueli, durante il quale verranno premiati i migliori elaborati alla presenza delle massime istituzioni nazionali e regionali. Il progetto, finanziato dal “Fondo per la legalità e la tutela degli amministratori locali vittime di atti intimidatori”, punta a trasformare una misura nazionale in un percorso educativo concreto. Gli incontri sono iniziati lo scorso 13 aprile e si concluderanno il 5 maggio. Durante queste giornate, gli studenti parteciperanno a sessioni condotte da esperti e rappresentanti delle forze dell’ordine.