Un nuovo spazio per far crescere idee e imprese nel cuore di Palermo. Si chiamerà PATIC (Palermo technology innovation center) ed è il nuovo hub tecnologico, dedicato allo sviluppo di startup e alla trasformazione digitale del territorio, presentato questa mattina ai Cantieri culturali alla Zisa.

L’iniziativa è sostenuta dalla Regione Siciliana, nell’ambito dell’avviso “Connessioni – Nuovi luoghi per l’Innovazione in Sicilia“, con un investimento di 600 mila euro ed è promossa da Sispi, la società che gestisce i servizi informatici del Comune di Palermo, in partnership con Zest Innovation e SkillforEquity.

Il nuovo hub punta a sostenere la nascita e la crescita di startup ad alto potenziale, accompagnando le imprese nella fase delicata della digitalizzazione.

Un centro per startup e trasformazione digitale

“Il nuovo hub tecnologico di Palermo – ha commentato l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo rappresenta un passo concreto verso la costruzione di un ecosistema dell’innovazione solido e inclusivo a disposizione delle aziende siciliane. Vogliamo creare le condizioni affinché le idee possano trasformarsi in impresa, generando occupazione qualificata e nuove opportunità per i giovani e per tutto il nostro territorio“.

Una visione che si traduce anche nella funzione stessa del centro: “Il Patic  continua Tamajo si propone come una piattaforma strategica capace di mettere in relazione competenze, tecnologie, idee e attori diversi, favorendo sinergie tra imprese, istituzioni, investitori e talenti”.

Al centro del progetto c’è anche una piattaforma digitale pensata per favorire networking, collaborazione e sviluppo di nuovi progetti imprenditoriali.

Il programma di accelerazione

Tra le prime iniziative il programma di accelerazione Patic 2026, che coinvolgerà dieci startup siciliane selezionate in un percorso intensivo della durata di tre mesi  (le candidature si aprono oggi alle ore 18, con scadenza a maggio).

Il percorso, strutturato per lavorare su aspetti chiave come modello di business, proposta di valore, pitch deck e sostenibilità finanziaria, punta a rafforzare il modello di business delle imprese selezionate e a prepararle al confronto con investitori e partner industriali, con un’attenzione diretta all’accesso ai capitali e alle dinamiche del mercato.

Tamajo: “Con il Patic investiamo nel futuro della Sicilia”

“Investire nell’innovazione  aggiunge Tamajo significa investire nel futuro della Sicilia. Con Patic rafforziamo il posizionamento di Palermo come polo emergente dell’innovazione nel Mezzogiorno, creando connessioni concrete tra ricerca, impresa e istituzioni. L’iniziativa rappresenta una delle prime esperienze strutturate di accelerazione sul territorio e punta a generare valore concreto, favorendo l’attrazione di capitali e competenze e contribuendo allo sviluppo sostenibile, inclusivo e orientato al futuro della città. Patic si configura così come un’infrastruttura abilitante capace di trasformare idee e competenze in impresa, occupazione qualificata e crescita per l’intero territorio“.

Infine, lo sguardo si allarga alle prossime misure regionali: “Sosteniamo un mondo nuovo che oggi vuole avviare un percorso lavorativo  conclude Tamajo   noi già abbiamo creato tante misure per rafforzare la competitività delle aziende, fra qualche settimana uscirà anche un altro bando che si chiamerà Open Innovation, dove metteremo a disposizione diversi milioni di euro per sostenere le startup innovative. Siamo convinti che anche in Sicilia si può andare alla stessa velocità delle imprese del resto d’Europa”.

Uno spazio fisico alle Tre Navate della Zisa

Il nuovo centro sorgerà nello spazio Tre Navate, destinato a diventare un hub di co-working e sviluppo imprenditoriale all’interno dei Cantieri della Zisa.

A spiegare i dettagli operativi è stata Giovanna Gaballo, presidente di Sispi: “Lo spazio verrà ristrutturato e diverrà un co-working ed entro aprile faremo un primo tavolo di confronto con le aziende interessate per una scrematura iniziale, in questa prima fase non sarà previsto alcun limite di età per i fondatori delle realtà. Le aziende verranno poi accompagnate e supportate nella loro costituzione e digitalizzazione”.

Il progetto complessivo vale circa un milione di euro, di cui 400 mila euro destinati alla riqualificazione degli spazi. Un investimento che si inserisce in una fase positiva per Sispi, che ha chiuso il bilancio 2025 con 150 mila euro di utile.

Palermo punta a diventare la “casa degli innovatori”

Anche il Comune di Palermo guarda al Patic come a un tassello chiave per il futuro della città. L’assessore all’Innovazione Fabrizio Ferrandelli ha sottolineato il ruolo strategico della partecipata Sispi: “Utilizzare una nostra società controllata come società di mercato è importantissimo, il sindaco Lagalla ha spesso parlato di nomadismo digitale, che è presente moltissimo a Palermo, e noi ci siamo attrezzati dal punto di vista strutturale ad accoglierlo, rendendo la città la casa degli innovatori“.

Ora la sfida si sposta sul piano operativo: trasformare spazi, risorse e competenze in opportunità reali per startup, imprese e territorio.