Svolta sul fronte urbanistico in Sicilia. A poche ore dall’atteso vertice convocato a Palazzo d’Orléans dal presidente della Regione Renato Schifani, l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Francesco Paolo Scarpinato, ha annunciato il ritiro della proposta del nuovo Piano paesaggistico della Città metropolitana di Palermo.
La decisione giunge al culmine di un intenso dibattito politico e istituzionale che negli ultimi giorni ha visto confrontarsi le forze di maggioranza, le opposizioni e numerosi amministratori locali del territorio palermitano.
Scarpinato: “Spazio al dialogo con i sindaci e le comunità locali”
Attraverso una nota ufficiale, l’assessore Scarpinato ha motivato il provvedimento spiegando che l’obiettivo dell’amministrazione è quello di favorire un percorso condiviso con gli enti locali:
“A conferma della nostra totale e costante disponibilità all’ascolto e al dialogo, abbiamo deciso di ritirare l’attuale proposta del Piano paesaggistico della Città metropolitana di Palermo per consentire ulteriori e necessari approfondimenti. Si tratta di una scelta precisa adottata per venire concretamente incontro alle esigenze dei sindaci e delle comunità locali. Vogliamo dare ai territori l’opportunità e i tempi adeguati per esprimere al meglio le loro istanze, affinché la redazione di questo strumento strategico sia il frutto di una reale e proficua condivisione istituzionale”.
L’esponente della giunta ha comunque ribadito che la sospensione del testo non modificherà gli obiettivi di fondo “Questo nuovo e più ampio spazio di confronto non muta tuttavia la nostra bussola: ogni passaggio normativo continuerà a muoversi nel pieno e assoluto rispetto delle regole, mantenendo come principio saldo e irrinunciabile la massima tutela e salvaguardia del nostro inestimabile patrimonio paesaggistico”.
Le posizioni della mattinata e la via del “ritiro tecnico”
La decisione dell’esponente del governo regionale accoglie, di fatto, le istanze di mediazione emerse nelle ultime ore all’interno della stessa coalizione di centrodestra. Questa mattina, i parlamentari di Fratelli d’Italia, stesso partito dell’assessore, Raoul Russo e Carolina Varchi avevano suggerito di valutare l’ipotesi di un “ritiro tecnico” del Piano. I due esponenti meloniani, pur confermando l’importanza della tutela ambientale, avevano evidenziato il rischio di potenziali rallentamenti sullo sviluppo economico dell’area e sui progetti legati alla ZES Unica.
Sulla stessa linea si era espresso anche il deputato della Lega Vincenzo Figuccia, che aveva chiesto apertamente lo stop del decreto per evitare ripercussioni negative sui comparti dell’edilizia, del turismo e dell’agricoltura. Sul fronte della minoranza, il Partito Democratico, tramite il responsabile delle Politiche territoriali Pietro Macaluso, aveva formalizzato la richiesta di un ritiro in autotutela, auspicando l’apertura di un tavolo permanente con i professionisti e le amministrazioni locali.
Schifani: “Decisione che va nella giusta direzione”
“Apprezzo la decisione dell’assessore Scarpinato, che va nella direzione auspicata da tempo da Palazzo d’Orléans. Il piano paesaggistico deve nascere dal confronto con i sindaci e le comunità locali, tenendo insieme la tutela del territorio e le esigenze di chi lo vive. Alla luce del ritiro della proposta, la riunione che avevo convocato per questo pomeriggio è annullata” commenta il presidente della Regione, Renato Schifani.
Figuccia prende atto del ritiro e ringrazia il presidente Schifani per essere intervenuto
“Esprimo piena soddisfazione per il ritiro del decreto sul Piano paesaggistico della provincia di Palermo. Hanno vinto i cittadini, le imprese, i sindaci, i territori, la buona politica e, soprattutto, il buon senso” dice Vincenzo Figuccia.
“Ringrazio il presidente della Regione, Renato Schifani, per essere intervenuto con autorevolezza, e lo stesso assessore Francesco Paolo Scarpinato per avere alzato le antenne dell’ascolto e della sensibilità, raccogliendo la voce di coloro che avrebbero subìto direttamente gli effetti del provvedimento. Famiglie, imprenditori, amministratori locali, professionisti e cittadini hanno rappresentato con forza le pesanti conseguenze che il decreto avrebbe prodotto sugli 82 Comuni della provincia di Palermo, bloccando investimenti, attività economiche e progetti di sviluppo.
Il ritiro del provvedimento dimostra che, quando le istituzioni ascoltano davvero i territori, è possibile correggere le scelte e trovare soluzioni equilibrate. Non è la vittoria di una parte politica: è la vittoria dell’intera comunità palermitana e di una politica capace di anteporre gli interessi dei cittadini a ogni altra considerazione”.






Commenta con Facebook