Nuova accelerazione sul fronte della procedura autorizzativa per la realizzazione del Pont sullo Stretto di Messina. Ieri sera il Consiglio dei Ministri ha detto sì alla nuova delibera Iropi che di fatto definisce l’infrastruttura come strategica per il Paese.

La nuova delibera Iropi

La conferma arriva dal Ministero delle Infrastrutture che racconta come la nuova procedura imposta dal doppio stop della Corte dei Conti abbia già superato altri step di impatto ambientale negli ultimi giorni: “Grazie all’impegno del Ministro Salvini, il Consiglio dei Ministri odierno ha approvato la
delibera Iropi”, la procedura e relazione tecnica che il governo italiano ha adottato nell’ambito delle procedure previste dall’articolo 6.4 Habitat dell’Unione Europea” si legge in una nota del Mit.

Completate anche le procedure di Impatto e di Incidenza Ambientale

“Un passo importante che conferma come l’iter del Ponte sullo Stretto di Messina stia andando avanti, considerato anche che la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e la Valutazione di Incidenza Ambientale (VIncA) sono state completate con successo”, spiega il ministero.

Europa possibilista sul mantenimento dell’appalto originale

Intanto ieri si sono apprese anche le valutazioni informali della Commissione Europea in base alle quale mantenere l’appalto originale nonostante gli anni trascorsi dal primo progetto del Ponte e il cambio di natura del finanziamento è una cosa possibile se le modifiche soddisfano i requisiti europei e l’incremento di costi non supera il 50% delle somme iniziali. E’ la sostanza del parere Europeo in base al quale l’Italia ritiene che il progetto per Ponte sullo Stretto possa andare avanti.

“La Commissione sta seguendo le procedure standard applicabili a tutti i grandi progetti nell’Ue e rimane in Stretto contatto con le autorità italiane” si apprende da Bruxelles.

Ciucci: “Da Ue conferma corretta applicazione direttiva appalti”

“Le dichiarazioni della Commissione Ue confermano quanto più volte affermato nelle diverse sedi circa la corretta applicazione e il rispetto di quanto previsto dall’art. 72 della Direttiva Appalti. L’aggiornamento del corrispettivo del Contraente Generale rientra nel limite del 50% e quindi non richiede una nuova gara. L’aumento del corrispettivo, come più volte sottolineato, è  prevalentemente determinato dalla variazione dei prezzi e non da maggiori lavori che eventualmente rilevano sul rispetto del limite fissato dalla Direttiva. E’ inoltre stato chiarito dalla Commissione Ue che modifiche successive del costo per nuovi lavori vanno valutate singolarmente e non cumulate” sostiene l’amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci.

L’attacco del Movimento 5 stelle

Ma per il Movimento 5 stelle si tratta solo di magheggi: “I magheggi del ministro Salvini per blindare l’iter del Ponte sullo Stretto sono sfrontate e inaccettabili. Rinnovare a sorpresa il Consiglio superiore dei lavori pubblici inserendovi esperti legati alla società Stretto di Messina e a comitati favorevoli all’opera è un blitz che mina la terzietà dei controlli. Assistiamo a un copione già visto con la Commissione Via: si smontano e rimontano gli organi tecnici pur di ottenere il via libera a un progetto da 14,5 miliardi. Mentre le famiglie fanno i salti mortali per fare un pieno di benzina o per prenotare un esame medico, il governo Meloni dilapida risorse immense per una cattedrale nel deserto priva di reali garanzie ambientali e di sicurezza, per di più al centro di ombre giudiziarie. Pretendiamo chiarezza immediata in Aula su questo palese conflitto di interessi. Le istituzioni non sono un comitato elettorale” dice in una nota la capogruppo M5s in commissione Ambiente alla Camera Daniela Morfino.

“L’anticipato rinnovo del Consiglio superiore dei Lavori pubblici deciso dal ministro Salvini, chiamato a esprimere l’ultimo delicatissimo parere sul Ponte sullo Stretto, solleva interrogativi che meritano la massima attenzione. Come riporta oggi la Repubblica, tra i componenti figurano anche un membro del comitato scientifico della società Stretto di Messina e un docente iscritto all’associazione Ponte Subito. Su un’opera così controversa servono valutazioni tecniche indipendenti e ogni dubbio va chiarito” aggiunge il senatore M5S Pietro Lorefice, Segretario di Presidenza del Senato.