Il malore è arrivato alle 15.30, quando la temperatura era di oltre 30°C, mentre stava lavorando sul tetto di un’abitazione. Un carpentiere di 40 anni, Maurizio Trenta, è morto venerdì scorso a Trenzano, nella Bassa bresciana.
La Procura di Brescia ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. La notizia è stata data dal Giornale di Brescia.
L’orario che pesa sull’inchiesta
Il dato al centro degli accertamenti è proprio l’ora in cui l’uomo si è sentito male.
Le 15.30 rientrano, infatti, nella fascia oraria in cui l’ordinanza anti-caldo della Regione Lombardia vieta, in determinate condizioni, il lavoro nei cantieri all’aperto.
Il provvedimento prevede disposizioni specifiche per le attività lavorative nelle fasce orarie caratterizzate dalle temperature più elevate. Nel caso esaminato dalla magistratura viene contestato proprio il mancato rispetto di quelle misure.
Un precedente per la Lombardia
Si tratta del primo caso in Lombardia in cui viene contestata la violazione delle nuove disposizioni legate al lavoro durante le ore più calde.
L’indagine dovrà stabilire se le regole siano state applicate nel cantiere e se vi siano elementi utili a collegare eventuali inosservanze alle condizioni in cui si è verificato il decesso.
Chi sono gli indagati
Tre persone sono state iscritte nel registro degli indagati.
Si tratta dell’amministratore unico dell’impresa che eseguiva i lavori, del responsabile della sicurezza e del preposto di cantiere.
L’iscrizione non equivale ovviamente a una responsabilità accertata: saranno gli accertamenti, coordinati dall’autorità giudiziaria, a chiarire i fatti e a definire eventuali profili di rilievo penale.
Il ruolo dell’autopsia
Un passaggio decisivo sarà l’esame autoptico.
L’autopsia dovrà chiarire se le alte temperature abbiano avuto un ruolo nel malore che si è rivelato fatale.






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