Per la prima volta nella sua storia, il Premio Campiello arriva a Palermo. Un debutto importante per uno dei più autorevoli riconoscimenti letterari italiani, istituito nel 1962 dagli Industriali del Veneto, che domani, mercoledì 1° ottobre, farà tappa nella Sala ONU del Teatro Massimo alle ore 18. Protagonista della serata sarà Wanda Marasco, vincitrice dell’edizione 2025 con il romanzo “Di spalle a questo mondo”.
L’evento, promosso da Sicindustria in collaborazione con Edison Energia, unisce cultura e impresa in un format che punta a valorizzare la letteratura come motore di sviluppo sociale ed economico.
Cultura e impresa, un’alleanza strategica per il territorio
Dopo i saluti istituzionali di Luigi Rizzolo (presidente di Sicindustria), Roberto Lagalla (sindaco di Palermo) e Massimo Midiri (rettore dell’Università di Palermo), interverrà Davide Piol, componente del Comitato di Gestione del Premio Campiello e presidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Veneto.
Al centro dell’incontro, il dialogo tra la giornalista Elvira Terranova e la scrittrice Wanda Marasco, un’occasione per approfondire i temi centrali del romanzo vincitore e il percorso artistico dell’autrice napoletana.

Programma Premio Campiello
A seguire, si parlerà del volume “La Sicilia e noi” di Hugo von Hofmannsthal, arricchito dalle fotografie di Ferdinando Scianna e pubblicato da Edizioni Henry Beyle, in una nuova edizione realizzata con il contributo di Edison Energia. Sul palco, insieme all’editore Vincenzo Campo, anche Massimo Quaglini, amministratore delegato di Edison Energia, che sottolinea l’impegno dell’azienda nella promozione culturale:
“In Edison Energia cerchiamo ogni giorno di generare valore non solo energetico, ma anche culturale e sociale. E oggi siamo al fianco del Premio Campiello, nella tappa conclusiva in Sicilia, per dare spazio alla cultura come leva fondamentale per costruire comunità più consapevoli e inclusive”.
Una donazione simbolica, quella della nuova edizione del libro alla città, che diventa anche dichiarazione di intenti: cultura come infrastruttura della sostenibilità.
Luigi Rizzolo ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa: “L’arrivo del Premio Campiello a Palermo è un traguardo storico che ci rende orgogliosi perché sottolinea l’importanza della città come laboratorio di dialogo tra tradizione e modernità, letteratura e impresa, cultura e sostenibilità”.
A fargli eco il sindaco Roberto Lagalla che ha aggiunto: “Il Teatro Massimo, simbolo della nostra storia culturale, è il luogo ideale per ospitare un evento che coniuga il valore della scrittura con quello dell’impresa e dell’innovazione. Palermo si conferma così crocevia di culture, idee e visioni”.
Sulla stessa linea anche il rettore Midiri: “Il Premio Campiello è un’iniziativa di grandissimo rilievo e rappresenta un esempio straordinario di come la connessione tra cultura e impresa sia un elemento fondamentale per generare valore attraverso la conoscenza”.
Wanda Marasco e il dramma dell’imperfezione
Nata a Napoli, Wanda Marasco ha già ottenuto importanti riconoscimenti in passato, tra cui il Premio Bagutta Opera Prima per L’arciere d’infanzia e il Premio Montale per la poesia. “Con Di spalle a questo mondo”, si aggiudica ora il Campiello 2025, portando al centro della scena letteraria un romanzo intenso e profondamente umano.
Al centro della narrazione, le vicende di Ferdinando Palasciano e Olga Pavlova Vavilova, due esistenze segnate da una lotta contro l’imperfezione. Lui, medico ossessionato dalla salvezza; lei, cresciuta nell’alienazione materna, ancorata a una zoppia che si fa destino. Entrambi legati da una tensione costante tra desiderio di salvezza e fallimento, tra luce e ombra, tra amore e impossibilità.
“Il pendolo è muto. Ferdinando e io studiamo le grandezze del tempo sprofondate in un orologio fermo. […] Ci siamo intimiditi nella morte. Io gli dico che sento intorno a me una luce cieca. È uguale a quella delle primavere russe”.
Un’opera che, come sottolinea Elisa Ruotolo, rappresenta “il culmine assoluto di un affondo nell’umano” e che secondo Cesare Segre unisce “raffinatezza della scrittura” e “slancio drammatico” in un equilibrio raro.
Il Campiello a Palermo non è un semplice evento culturale, è l’idea che la letteratura possa dialogare con l’impresa, che i romanzi possano entrare nelle agende pubbliche e Palermo, ancora una volta, si conferma snodo fertile di dialogo e visione.






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