“Le Primarie, soprattutto se non regolamentate per legge, si prestano ad abusi infiniti, allargano i conflitti e le divisioni, determinano situazioni spesso insostenibili, si prestano a infiltrazioni del malaffare, come ha dimostrato l’esempio del Pd in questi anni”.

La dichiarazione è del Presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi intervenuto questa mattina dalle colonne de ‘Il Tempo’ sul dibattito in corso nel Paese relativamente alle Primarie di coalizione Un dibattito nato a Palermo visto che proprio le primarie sono state indette per scegliere il candidato presidente della Regione del Centrodestra e dovrebbero svolgersi il prossimo 23 aprile.

Ma contro questa idea si era espresso nei giorni scorsi l’ex Presidente del Senato Renato Schifani in una intervista a BlogSicilia che aveva aperto il dibattito nell’isola su ‘Primarie sì, primarie no’.

Ieri erano, però stati pubblicati sul sito i moduli per la raccolta firme e il Movimento Nazionale Siciliano aveva avviato la raccolta firme subito stoppato  dagli alleati del Pid Cantiere Popolare, Saverio Romano in testa. Oggi torna a intervenire Berlusconi mettendo quella che sembra la parola fine almeno sul fronte Forza Italia. Ma i fautori della Primarie sostengono, invece, che le parole di Berlusconi siano da riferire allo scenario nazionale, non certo a quello siciliano.

La fuga in avanti giunta ieri con la pubblicazione dei moduli delle Primarie, però, rischia di restare una imprudenza compiuta dal capogruppo di Forza Italia all’Ars Marco Falcone. Ma proprio Falcone la considera tutt’altro che una imprudenza: “La scelta delle Primarie – dice Falcone a BlogSicilia – è stata fatta al culmine di una riunione durata 4 ore e un quarto alla quale hanno partecipato tutti e tutti hanno condiviso le regole che ci siamo dati. Non si tratta di dividere. Al contrario c’è una volontà inclusiva. Oggi il Centrodestra unito può candidarsi a governare la Regione a fronte del fallimento di Crocetta e della sinistra e del populismo diffuso dei 5 stelle che poi non riescono a governare come dimostrano casi come, ad esempio, Bagheria”.

Ma Berlusconi ha detto no alle Primarie. Come si concilia questo con la scelta del capogruppo di Forza Italia che dice, invece, sì?

“Le scelte non si fanno a mezzo stampa. Da Roma non è ancora arrivata una posizione chiara. Se si dovesse dire di no allora cercheremo una strada diversa per scegliere il candidato che sia rappresentativo di tutte le anime di questa coalizione. Un candidato che possa essere votato da tutti e dunque si proponga come vincente”.

Che si facciano o no le Primarie del 23 aprile per le quali entro il 21 bisognerà registrarsi sull’apposito sito, l’unico dato che emerge ad oggi è  l’assenza di una visione univoca delle prospettive e dei metodi da utilizzare per scegliere questo candidato. Un candidato che deve assolutamente essere di tutti perché i sondaggi dicono chiaramente che solo unito il Centrodestra ha possibilità di giocarsi la partita.