Parte da Agrigento, città pomo della discordia per effetto delle scelte operate in occasione delle candidature alle scorse amministrative, il tentativo di avviare un processo di ricucitura nel centrodestra.
La città persa a causa delle liti
Parte da Agrigento e non sarà cosa facile visto che nella Città dei templi la coalizione di governo ha perso malamente ed è abbastanza chiaro che questo è successo perché si è divisa presentandosi alle urne con due candidati diversi, Dino Alonge e Luigi Gentile, quest’ultimo sostenuto da Lega e Dc e da Sud Chiama Nord i Cateno De Luca mentre Alonge era il candidato ufficiale di Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Necessario votare insieme all’elezione dei vertici del Consigli comunale
La città ormai è persa e Michele Sodano, presentato da Controcorrente e sposato dagli altri partiti di centrosinistra, è meritatamente il nuovo sindaco. la coalizione di governo deve adesso fare i conti anche con le tensioni interne fra Lega e Autonomisti che anche a livello regionale si vedono e hanno conseguenza.
“Ad Agrigento siamo pronti a riunire il tavolo di centrodestra per affrontare insieme il nodo dell’elezione dei vertici del nuovo consiglio comunale. La fase elettorale si è chiusa e le asperità non hanno più senso, anche alla luce dei chiarimenti che ci sono stati nel tavolo regionale della coalizione” si legge in una nota delle segreterie regionali della Lega per Salvini premier e della Democrazia Cristiana.
Un tentativo non semplice
In realtà i chiarimenti in questione sono stati più una elencazione di lamentele senza una condivisione di massima, ma Lega e Dc provano a spezzare una lancia
“C’è da parte di tutti la propensione ad agire nell’unità e ciò va colto in vista dell’insediamento della nuova assemblea municipale a Palazzo dei Giganti. Facciamo appello immediato a tutte le componenti di centrodestra, che tra l’altro rappresentano la maggioranza in Consiglio comunale, a definire il percorso che porterà all’elezione del presidente e del vice presidente”.
Un tentativo che, se dovesse andare in porto ad Agrigento potrebbe fare da apripista per analoghe ricerche della pace” alla Regione. Ma al momento è solo un tentativo






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