“Mi pare che i profeti di sventura siano stati tutti smentiti, la certificazione della spesa dei fondi comunitari è molto alta, con una bassissima percentuale di errore. Questo significa che non ci sarà alcun disimpegno di spesa, non dovremo restituire fondi a Bruxelles”.

Sono le parole trionfanti del governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, commentando il documento esecutivo approvato dal Comitato di sorveglianza del Po Fesr 2007-13 nella giornata di ieri. “La spesa dei fondi Ue – aggiunge Crocetta – ha contribuito alla crescita del Pil pari al 3,6% negli ultimi due anni in Sicilia e all’aumento dell’occupazione. Abbiamo fatto un lavoro straordinario da quando ci siamo insediati. Cinque anni fa, avevo capito che la vecchia programmazione avrebbe comportato il disimpegno di ingenti risorse, per cui abbiamo rimodulato la spesa e oggi raccogliamo questo straordinario risultato, finanziando il turismo, le piccole e medie imprese, il manifatturiero soprattutto nel campo dell’agricoltura, le infrastrutture a partire dalla Siracusa-Gela, dalla Caltanissetta-Agrigento, dalla Nord-sud”.

Ma il grande successo non si ferma qui “E’ ovvio che tra i dirigenti generali c’è chi ha prodotto più risultati, chi ne ha prodotti di meno e la valutazione che farò sarà basata anche sulla capacità di certificazione della spesa che hanno avuto – conclude -. Se un dirigente non raggiunge gli obiettivi e non giustifica le ragioni credo che debba cambiare posto. Ringrazio il dirigente Vincenzo Falgares e i direttori per il lavoro svolto. Diciamolo con orgoglio: la Sicilia è la prima regione d’Italia nella spesa dei fondi Ue”.

A fronte di questo grande successo, però, ci sono 290 milioni di euro che rischiano di tornare a Bruxelles secondo la prima denuncia presentata dal centro Pio La Torre, mentre i conti fatti dai 5 stelle parlano di un altro mezzo miliardo di euro a rischio.

gennaio 2012

Tabella A

Ma nessuno sembra ricordare più un dato fondamentale, quello che ha consentito di raggiungere, poco dopo l’insediamento del governo Crocetta, quei dati che oggi si sbandierano come un successo.

Il piano di spesa e finanziamento originale del PO FESR 2007/2013 ammontava, infatti, a circa 6 miliardi e mezzo di euro (6 miliardi 539 milioni come dalla tabella A).

 

Tabella B

Tabella B

Appena arrivati, già nel 2012 Crocetta e i suoi cedettero una parte di quel finanziamento riducendo i saldi nella rimodulazione del 28 dicembre 2012 (la numero 4967) a 6 miliardi e 39 milioni di euro cedendo poco meno di mezzo miliardo ad altri programmi comunitari in Italia (Tabella B)

 

 

Tabella C

Tabella C

Ma il vero taglio, regalando due miliardi di euro che spettavano alla Sicilia e che la Sicilia non ha saputo usare, è del 5 luglio 2013 quando con la rimodulazione 258 approvata dall’Unione in data 17 luglio i saldi passano da poco più di 6 miliardi a 4 miliardi e quasi 360 milioni (359 milioni e 736mila euro). Un miliardo e 800 milioni regalati ad altri programmi che insieme ai 500 milioni o poco più regalati sette mesi prima portano alla cessione di una quota di 2 miliardi e duecento milioni, in pratica un terzo del piano di investimenti siciliani dato via ammettendo di non essere in grado di usare questi soldi. (Tabella C)

Il problema era l’incapacità economica della Regione di co finanziare il programma. In pratica dovendo tagliare sui bilanci non si tagliarono gli sprechi ma il cofinanziamento sui fondi comunitari. Per risparmiare sui bilanci regionali si decise di dare via oltre 2 miliardi di soldi europei portando, così, il cofinaziamento già impegnato dal 54% al 75% in solo colpo.

Ed ecco spiegato il grande  successo: dar via i soldi che non si riesce a gestire. Se non fossero stati regalati quasi il 35% dei fondi oggi le quote di attuazione del programma sarebbero probabilmente al 60% e con i dubbi su quasi 800 milioni si rischerebbe di non raggiungerebbe nemmeno metà dell’attuazione del programma. Per inciso c’è da ricordare che la nuova programmazione ammonta a circa 4,5 miliardi e si è, in pratica, allineata a quanto la Sicilia ha tenuto dei soldi che le erano stati concessi. Insomma la Sicilia è furba e generosa e i suoi finanziamenti li da via così.