La polizia di Stato ha arrestato un palermitano di 32 anni, accusato di rapina aggravata ai danni di un ufficio postale a Palermo.
Secondo la ricostruzione dei fatti, lo scorso 20 marzo alle 18.30, l’uomo avrebbe fatto irruzione nei locali di via Enrico Toti minacciando i dipendenti con un oggetto avvolto in nastro isolante nero e dotato di display luminoso, presentato come un ordigno esplosivo. Sotto la minaccia di un telecomando, il malvivente si è fatto consegnare l’incasso contenuto nel caveau, per poi abbandonare l’ordigno in un cestino dei rifiuti e fuggire verso il quartiere Santa Rosalia.
Le ricerche immediate avviate dai Falchi hanno permesso di individuare poco distante un individuo corrispondente alle descrizioni, che procedeva a piedi con uno zaino a tracolla. Fermato per un controllo all’altezza del civico 19 di via Toti, l’uomo, già noto alle forze dell’ordine e sottoposto alla sorveglianza speciale, ha consegnato spontaneamente lo zaino contenente la refurtiva: tre mazzi di banconote ancora sigillati e altro denaro contante, per un totale di 60.580 euro.
Nelle tasche del sospettato è stato rinvenuto un telecomando per cancelli elettrici, compatibile con quello descritto dalle vittime. Successivamente, l’uomo ha indicato agli agenti il luogo, in via Salvatore Cusa, dove si era disfatto degli abiti utilizzati durante il colpo e di un rasoio elettrico, usato nel tentativo di modificare il proprio aspetto accorciandosi i baffi subito dopo la rapina.
Sul luogo del reato è intervenuto il nucleo artificieri per mettere in sicurezza il presunto ordigno. L’ispezione ha confermato che si trattava di un manufatto inoffensivo, composto da tubi di cartone e un bilancino di precisione. Dopo l’arresto, il 32enne è stato condotto presso le camere di sicurezza della Caserma Lungaro.
Il gip di Palermo ha disposto la custodia cautelare presso la casa circondariale Lorusso-Pagliarelli.






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