“Non penso che salteranno altre teste, abbiamo assistito ad un passo indietro fatto da Delmastro e dalla Bartolozzi ed in ultimo anche da Daniela Santanchè. Questo è un messaggio chiaro che il Governo vuole ripartire non vuole distrazioni per la sua azione per quest’anno che ci separa dalle prossime elezioni”.

A dirlo è stato Francesco Filini, responsabile programma di Fratelli d’Italia inter vistato a 24 Mattino su Radio 24.

La partita interna a FdI

Ma non è proprio così che la raccontano i bene informati in Sicilia. Le voci di corridoio si inseguono e il commissario di Fratelli d’Italia nell’isola, Luca Sbardella dice che in Sicilia Fratelli d’Italia “sulle questioni giudiziarie applicherà lo stesso criterio che ci verrà indicato dal partito nazionale”.

A rischiare sarebbe soprattutto Elvira Amata assessore al Turismo ed indagata che potrebbe rientrare nella strategia meloniana tesa ad accantonare proprio gli indagati. Rischia, anche se meno, perfino il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno   anche se, ancora il commissario di Fratelli d’Italia nell’isola, Luca Sbardella riferisce ancora di non avere sentori di cambi di rotta nell’Isola.

Tomarchio e l’appello di Marina Berlusconi

Ma la vera discussione è in atto all’interno di Forza Italia. “Non è più rinviabile l’accoglimento pieno e incondizionato dell’appello lanciato da Marina Berlusconi alla classe dirigente di Forza Italia, e se è vero che la Sicilia è sempre stata laboratorio per questo partito e per tutto il centrodestra, è anche da qui che si deve e si può ripartire” dice, invece, Salvo Tomarchio, deputato regionale azzurro anche lui della provincia di Catania.

“Risultati governo Schifani importanti, evitare vengano oscurati da scontro interno”

“Non giova sicuramente a nessuno nascondere la testa sotto la sabbia dopo i risultati del referendum, a fronte di un partito dilaniato dalle continue lotte interne – rispetto alle quali tutti hanno responsabilità e che sempre più impediscono un vero gioco di squadra. Va avviato, e attuato, un rinnovamento radicale nelle idee, nei programmi, nella comunicazione e, di conseguenza, anche nei volti che devono rappresentare il nuovo corso di Forza Italia. Tutto questo è ancor più vero in Sicilia, dove i contrasti interni rischiano di far passare in secondo piano i risultati politici e amministrativi del Governo Schifani“.

“Diritti, economia, imprese le parole chiave su cui puntare, con un posizionamento chiaro sui temi che interessano la quotidianità delle famiglie e dell’elettorato storicamente azzurro. Dobbiamo tornare a essere riferimento del ceto medio e del mondo produttivo, con particolare attenzione ai giovani, che in queste ultime elezioni hanno partecipato in massa determinandone il risultato. Dobbiamo decidere, confrontandoci tutti insieme, se essere conservatori con un atteggiamento attendista che ci porterà ad un lento deterioramento, o se avere coraggio e salpare in mare aperto, issando la bandiera liberale e riformista a cui siamo votati. Marina Berlusconi ha tracciato la rotta, tocca a noi adesso attuarla. Al passato grazie, al futuro sì”.

Incontro Schifani-Falcone sul risultato referendario

Intanto questa mattina l’eurodeputato Marco Falcone informa di essersi incontrato con il Presidente della Regione per analizzare il risultato referendario “Ho incontrato questa mattina a Palermo il presidente Renato Schifani per un confronto approfondito su quanto emerso nelle ultime settimane e sulla necessità, ormai evidente, di un cambio di passo nella gestione di Forza Italia in Sicilia” fa sapere l’eurodeputato.

“La discussione ha riguardato anche le prospettive del governo regionale siciliano: ho sottolineato l’importanza di una svolta di alto profilo, capace di consolidare i risultati raggiunti e di rafforzare il rapporto con cittadini e l’opinione pubblica siciliana. Non emergono, tuttavia, segnali sufficienti circa una piena consapevolezza, a Palazzo d’Orleans, della fase che stiamo attraversando e delle aspettative del nostro elettorato. Probabilmente si vuole continuare su un percorso di autoassoluzione che, al netto delle attenuanti, non ci sembra quello più adatto alle circostanze”, aggiunge Falcone.

Lavorare per il bene del partito

“Noi andremo avanti lavorando per il bene del partito. Forza Italia in Sicilia deve tornare a essere un partito organizzato, autorevole e radicato nei territori, capace di interpretare i bisogni reali delle comunità. Non una semplice sommatoria di classe dirigente, ma una forza politica viva, credibile nel dialogo con i giovani e le categorie, vicina alla gente”, conclude.