Secondo stop in sette mesi all’adozione della nuova rete ospedaliera siciliana. Con una lettera inviata nei giorni scorsi il Ministero solleva una serie di criticità e indica la strada per risolverle dopo aver ricevuto la bozza, rivista e corretta, della nuova rete delle cure nell’Isola. Ma non si tratta di una bocciatura, piuttosto di un approfondimento visto che gli allegati inviati dalla Regione sarebbero incompleti
Le osservazioni del Ministero
Il Ministero non si esprime nel merito ma contesta all’amministrazione il fatto la documentazione trasmessa sia insufficiente e non puntuale e non consentirebbe “di procedere a una corretta e compiuta istruttoria per la valutazione da parte del Tavolo della salute”.
La direzione generale del Ministero, dunque, chiede alla Regione un nuovo invio che comprenda “documentazione analitica completa, corretta ed effettivamente rappresentativa della delibera di revisione della rete ospedaliera”.
Nelle due pagine ministeriali si fa, poi, un elenco di passaggi poco chiari per il ministero: si va dall’accorpamento di strutture che si allontanerebbe dalle disposizioni del DM 70 che rogale le revisioni della rete alla rimodulazione della rete dell’emergenza urgenza, ovvero il 118, che non sarebbe condivisa a livello ministeriale per completare l’elenco di osservazioni con tre strutture complesse che non avrebbero i referenti presso l’Ospedale san Giovanni Di Dio di Agrigento, il Piemonte di Messina e il san Raffaele di Cefalù. Da rivedere, secondo il ministero, anche i punti nascita e la rete per l’infarto e per l’ictus
La risposta della Regione
Nessun trauma e nessuna bocciatura, rispondono dall’assessorato regionale alla sanità. La Regione è già al lavoro, nella normale dialettica istituzionale, per rispondere alle osservazioni del Ministero della Salute alla proposta di riorganizzazione della rete ospedaliera.
“Si tratta di osservazioni tecniche ed endoprocedimentali che aspettavamo – sottolinea l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni –. D’altronde, ho già ribadito in tutte le sedi istituzionali in cui abbiamo presentato la proposta che, a seguito della trasmissione del documento, ci sarebbe stato un inevitabile confronto con i ministeri affiancanti, consapevoli che in alcuni casi, per preservare una rete ospedaliera in grado di servire le comunità anche più difficili da raggiungere, non era possibile rispettare i parametri offerti dal DM 70”.
Il limite di essere un’Isola
“Talvolta – aggiunge Faraoni – si dimentica che le altre Regioni italiane oltre i loro confini trovano altre Regioni con territori altrettanto organizzati che possono offrire i loro servizi ai cittadini che abitano in zone limitrofe: in Sicilia, oltre i nostri confini, abbiamo il mare. Pertanto nel rispetto del dialogo aperto con questa nota, al di là dei toni perentori usuali in quelle sedi, procederemo a ribadire bisogni differenti e situazioni diverse da quelle previste dal DM 70. Per il resto – conclude l’assessore – apporteremo i correttivi, che sono quasi tutti tecnici, la cui richiesta non è affatto una bocciatura, definizione che non possiamo certo rimettere al giudizio di una testata giornalistica”.






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