Ancora lunga l’attesa per 33 ex dipendenti dell’Ato Palermo 2. A distanza di 5 anni non sono ancora transitati nella nuova Srr Palermo Provincia Ovest nonostante sia previsto da una norma e ci sia persino un’ordinanza del tribunale loro favorevole.

La Srr Palermo Provincia Ovest doveva organizzare e assicurare la gestione unitaria dei servizi di raccolta e smaltimento dei rifiuti in 23 comuni della Provincia di Palermo. Nella realtà dei fatti, con esclusione di soli tre comuni costituiti in ARO, le gestioni sono affidate dai singoli comuni alle ditte private ricorrendo alle ordinanze emergenziali o a gare bandite dagli stessi comuni.

Delle 18 Srr siciliane è l’unica a non essere stata ancora costituita dopo la riforma degli ambiti territoriali ottimali.

L’assessorato all’Energia ha predisposto un’ispezione presso la SRR nel mese di aprile, tutt’oggi senza esito, per capire cosa non ha funzionato, ma i lavoratori adesso sollecitano azioni nei confronti della Srr ritenuta inadempiente.

Il gruppo di lavoratori è finito in un limbo: essendo amministrativi attendono che la Srr affidi la gara per la gestione dei servizi, ma senza la loro assunzione la Srr non può procedere con la gara. E così il tempo passa inesorabile.

“A nulla è valso anche l’ordinanza del Tribunale di Palermo che riconosce l’illegittimità del nostro licenziamento. È stata appellata dalla SRR e dalla Regione. La nostra rabbia aumenta leggendo le relazioni prefettizie relative allo scioglimento per infiltrazioni mafiose degli organi amministrativi di alcuni comuni soci della SRR che parlano del sistema di gestione dei rifiuti messo in piedi in vari comuni, San Cipirello per ultimo, precedentemente Corleone e Palazzo Adriano”, sono le dichiarazioni degli ex dipendenti ATO PA2.

La Srr, per mano del commissario straordinario, Natale Tubiolo, aveva avviato e concluso nel 2017 un atto di interpello per la selezione del personale propedeutico alla fase di start-up della Srr, ma il provvedimento non ha mai avuto seguito. Lo stesso commissario Tubiolo, successivamente, nel mese di giugno del 2018, aveva determinato l’assunzione e il transito di tutto il personale amministrativo con due apposite determinazioni, anche queste rimaste senza seguito.

Il nuovo CdA – dove lo stesso ex commissario Tubiolo è stato inserito per precisa volontà dei sindaci soci – nominato nel mese di dicembre del 2018, su indicazione dell’assemblea dei soci ha deciso di ricominciare l’iter da capo.

Continuano gli ex dipendenti dell’ATO PA2: “Non si giustifica tale scelta, se non con la volontà della SRR di perdere ulteriore tempo, azzerando senza alcuna motivazione le scelte effettuate da una apposita commissione. Vorremmo puntualizzare che la fase di start up non è solo legata all’affidamento dei servizi, ma anche a tutta una serie di attività quali: la gestione del personale, il controllo dei servizi resi dalle ditte private nei comuni soci, l’acquisto e le forniture necessarie, la progettazione di impianti a servizio dell’autonomia di smaltimento della SRR, la comunicazione e la formazione degli utenti, i rapporti con i consorzi Conai, la gestione della corrispondenza e del protocollo, ecc… Tutte attività assolutamente necessarie e propedeutiche a rendere operativa la SRR Palermo Provincia Ovest. Tuttavia, le attività commissariali prima, del nuovo CdA dopo, evidenziano una diversa volontà da parte della SRR Palermo Provincia Ovest che vanno contro le leggi del settore”.

A conferma di questo, mercoledì 28 agosto, nell’aula consiliare di Monreale, il CdA (rappresentato dal solo Tubiolo, erano assenti gli altri due membri del CdA) ha convocato i comuni soci e i sindacati sul seguente ordine del giorno: “per l’esame delle problematiche concernenti la gestione del servizio di raccolta, spazzamento, ecc dei Rsu nei Comuni soci con particolare riguardo alle situazioni determinatesi nei comuni di Monreale, San Giuseppe Jato e San Cipirello”.

Nella stessa nota di convocazione è riportato anche che “L’incontro è finalizzato – anche alla luce delle emergenze riguardanti i comuni sopra indicati – alla individuazione di un nuovo modello di gestione dei servizi di che trattasi che possa garantire la continuità del servizio stesso e il ripristino dei livelli occupazionali nelle more della individuazione del gestore unico così come previsto dalla L.R. n° 9/2010”.

“Stiamo valutando la possibilità – spiega Tubiolo a Filo Diretto – di fare assumere tutto il personale COINRES e quello ex ATO presso la Srr, per poi transitarlo ai comuni soci”. Secondo questa ipotesi, i comuni dovrebbero provvedere autonomamente al noleggio dei mezzi e alle convenzioni con gli impianti di smaltimento, così come fa da tempo il comune di Misilmeri e gli altri comuni ex Coinres.

“Stiamo facendo un’analisi dei costi/benefici per i comuni, che risparmierebbero sull’IVA e sull’utile d’impresa, ma dovrebbero sostenere la spesa per i tecnici ed amministrativi”.

Entro la prossima settimana il conto economico dovrebbe essere pronto sul tavolo del commissario.

Ma sono tanti i dubbi sulla percorribilità di questa strada, non prevista dalla legge 9/2010 e che ha già attirato l’attenzione della Corte dei Conti. E difficilmente attuabile perché i comuni coinvolti nel fallimento dell’ATO PA2, in applicazione della legge Madia, non possono gestire in house o creare società di scopo per la gestione diretta dei servizi.

Anche nel corso della riunione di mercoledì i sindaci hanno sollevato molte perplessità sulla fattibilità di questa proposta, chiedendo a Tubiolo di attivare la SRR, applicando quanto deliberato e non attuato nel mese di marzo scorso.

“Stiamo procedendo anche secondo quanto già deliberato – spiega Tubiolo ai nostro microfoni – Entro il mese dovrebbero essere assunte 6 unità, 3 attinte tra i dipendenti COINRES e 3 dall’ex ATO Alto Belice Ambiente, per permettere la costituzione dell’ufficio che dovrà presentare il bando di gara per l’assegnazione del servizio per tutto l’ambito”.

Una strada che anche il sindaco del comune di Monreale, Alberto Arcidiacono, ritiene essere quella percorribile.