Accolto con soddisfazione e senso di responsabilità da Confintesa Sanità il raggiungimento dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Comparto Sanità Pubblica. Un passaggio giudicato fondamentale per dare risposte concrete a oltre 592mila lavoratori del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) tra infermieri, ostetriche, professioni sanitarie, OSS e personale amministrativo.
Tuttavia, il sindacato sottolinea come l’aumento contrattuale debba rappresentare soltanto il punto di partenza per una vera valorizzazione dei professionisti della salute.


«La firma dell’ipotesi di accordo all’ARAN è indubbiamente un segnale importante e tempestivo che restituisce dignità economica a un comparto fondamentale per il Paese», dichiara Domenico Amato, Segretario Nazionale di Confintesa Sanità. «L’aumento medio a regime e il rafforzamento delle indennità per il personale in prima linea – come la specificità infermieristica e i servizi di pronto soccorso – riconoscono il valore di chi garantisce il diritto alla salute ogni giorno. Tuttavia, non possiamo nasconderci dietro a un dito: il divario retributivo con il resto d’Europa resta drammaticamente ampio. I dati ufficiali OCSE evidenziano infatti come le retribuzioni del personale infermieristico italiano (circa 32.600 € medi annui) siano inferiori di circa il 20% rispetto alla media europea (39.800 €), arrivando quasi a dimezzarsi nel confronto con Paesi come Germania, Belgio o Paesi Bassi. Se vogliamo fermare la fuga dei nostri professionisti all’estero o verso il privato, l’obiettivo a medio termine deve rimanere l’allineamento agli standard europei».
Sulla stessa linea interviene Alessio Minadeo, Vicesegretario Nazionale di Confintesa Sanità, che sposta l’attenzione sulle prossime scadenze legislative e sugli strumenti aziendali:


«Il contratto nazionale fa la sua parte, ma da solo non può risolvere anni di svalutazione salariale ed erosione del potere d’acquisto dovuti all’inflazione. Per questo chiediamo con forza che la prossima Legge di Bilancio introduca agevolazioni fiscali mirate per il personale sanitario, a partire dalla detassazione o aliquota agevolata sul lavoro straordinario, notturno e festivo», sottolinea Minadeo. «Allo stesso tempo, occorre una vera svolta sul fronte del welfare aziendale. È tempo che la politica del welfare nelle Aziende Sanitarie e nelle ASL spicchi finalmente il volo: dall’erogazione di fringe benefit alla copertura di spese familiari, fino all’estensione di servizi per la conciliazione vita-lavoro e trasporti. Far crescere il welfare integrativo nelle singole strutture sanitarie rappresenta la leva strategica per innalzare concretamente il potere d’acquisto dei lavoratori e migliorare il loro benessere quotidiano».


Confintesa Sanità riconosce i passi avanti normativi del nuovo testo — tra cui la corretta regolamentazione sui tempi di vestizione/svestizione, la clausola di salvaguardia sull’uso dell’Intelligenza Artificiale e l’aggiornamento dei profili professionali — e garantisce che continuerà a vigilare durante la fase di consultazione e applicazione dell’accordo.

Luogo: Segreteria Nazionale Confintesa Sanità, Via, Giovan Battista Vaccarini, 1, PALERMO, PALERMO, SICILIA

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