Una rissa è scoppiata davanti al locale Zaya in via Cavour a Palermo. Attorno alle tre di notte alcuni giovani volevano entrare nella discoteca e sarebbero stati bloccati dal buttafuori. E’ nata un’animata discussione, una lite.

Qualcuno parla anche di colpi d’arma da fuoco esplosi. Esplosioni che non vengono confermate dalla questura.

Sono intervenuti diversi agenti di polizia per riportare la calma e cercare di ricostruire quanto successo.

Ribaudo, confesercenti servono nuove regole

“Le discoteche, i locali di pubblico spettacolo e delle volte anche i semplici pubblici esercizi vengono presi di mira da gruppi di ragazzi che pretendono di entrare anche a capienza massima raggiunta, o di entrare gratuitamente o di bere gratuitamente. Qualora ciò non venga consentito scatenano risse e danneggiano le stesse attivita, consapevoli che quando accadono tali disordini per legge (legge molto vecchia) il questore dispone la chiusura della stessa attività e spesso chi è invece causa di tutto rimane impunito. Ormai è un meccanismo talmente consolidato che taluni soggetti pensano di avere il coltello della parte del manico e usano questo metodo come arma di minaccia”. Lo dice Doriana Ribaudo presidente Fiepet Confesercenti in merito al l’aggressione nella discoteca Zaya di via Cavour a Palermo. “La situazione è diventata insostenibile. Non consente il pieno esercizio della libertà di impresa. Negli ultimi anni la nostra categoria sembra essere diventata il capro espiatorio di tutto ciò che di negativo gira attorno alla movida. In realtà, come in ogni settore, dal pubblico impiego, a quello privato, passando per l’imprenditoria, anche nel nostro possono esserci avventurieri e gente senza scrupoli – aggiunge Doriana Ribaudo – Ma non è la regola. Le attività di pubblico spettacolo non sono aziende di serie c. Mantengono livelli occupazionali, generano anche un indotto legato al turismo più giovane, se valorizzate e tutelate oltre che controllate. Dopo i fatti di Crass Montana le nostre attività sono quotidianamente sotto controllo per verificare il rispetto delle normative sulla sicurezza. Siamo assolutamente d’accordo e ci auguriamo che questo possa servire a buttare fuori dal mercato chi opera nel totale abusivismo e chi si improvvisa danneggiando la categoria. I controlli servono anche a ridare sicurezza ai nostri clienti perchè tornino a vivere i locali di pubblico spettacolo in serenità. Il problema è che questa serenità è stata già persa da titolari e dipendenti che hanno bisogno di essere tutelati. Via Cavour è a pochi metri dalla zona rossa dell’Olivella, possibile che non abbiano nemmeno il timore di essere trovati in fragrante? Possiamo a Palermo essere per una volta esempio per altre città italiane creando una sinergia fattiva tra discoteche e istituzioni? Possiamo diventare alleati per programmare ed organizzare insieme una movida più sana? Le attività di pubblico spettacolo possono diventare presidi di sicurezza li dove la movida può svolgersi senza incontrare piazze di spaccio, dove il consumo di alcol può essere controllato e limitato. Perché divertirsi non può essere considerato un reato o motivo di pericolo. Ma soprattutto fare impresa nel pubblico spettacolo deve continuare ad essere un diritto”.