Sale la tensione politica in Sicilia e nell‘agone non può mancare Cateno De Luca che da Taormina a Palermo passando per il Gal risponde a Fabrizio Micari e a Italia Viva e sposta l’attenzione dall’attacco di Micari sull’uso delle risorse dei Gal per fare politica, alle alleanza al Comune di Palermo.

L’attacco dell’ex rettore di Palermo, sagre per fare politica

E’ di sabato mattina il post di Fabrizio Micari che da il via alla diatriba: “Oggi parliamo del GAL (Gruppo di Azione Locale) Taormina Peloritani, composto da soggetti pubblici (una trentina di comuni) e privati, nato con l’obiettivo di favorire lo sviluppo locale delle aree rurali Taormina Peloritani. Il GAL è finanziato dal Programma regionale di Sviluppo Rurale (PSR), con fondi che provengono dall’Unione Europea” scrive come cappello del suo attacco Micari.

Poi parte il siluro politico “Cosa ha fatto finora il GAL Taormina Peloritani? Sagre, feste, tutte naturalmente  concluse dal comizio dell’On Cateno De Luca!”

“Si va dall’arancino ambasciatore della Sicilia nel mondo a Taormina (18 agosto), alla degustazione dei prodotti locali conditi dalla musica di Lello Analfino e dei Tinturia a Fiumedinisi (22 agosto); dai prodotti tipici con la musica dei Peter Pan a Nizza di Sicilia (13 luglio) e ad Ali Terme alla festa dell’Agricoltura e dell’Artigianato della Valle dell’Alcantara a Trappitello (29 agosto). Sagre, feste, propaganda politica con i Fondi Europei

“!Questo è il GAL Taormina. Altro che strategia che unisce identità, cultura, sapori e tradizioni per rendere competitivo il territorio! Altro che ripensare la mobilità turistica locale integrando le zone costiere e quelle rurali! Altro che lavorare ad una nuova DOC con i vitigni autoctoni! Altro che favorire lo sviluppo locale!
Ma vi è di più. Quando il GAL va in “momentanea carenza di liquidità” ad inizio estate 2025, Cateno De Luca vede a rischio la “stagione” e allora salva tutto disponendo che il Comune di Taormina anticipi più di un milione di euro al fine di consentire al GAL la rendicontazione alla Regione delle somme spese.
Insomma, appena Cateno De Luca vede la sua campagna estiva a rischio usa subito il Comune di Taormina per fare da Bancomat al GAL. I soldi rientreranno, speriamo nei tempi promessi, ma intanto la propaganda è fatta! Questa è la politica in Sicilia, parola di Cateno De Luca

La risposta di De Luca sempre sui social

“Prima provocano e poi fanno le vittime! “Cicciu, tocchimi chi mamma non c’è… mamma… mamma… Cicciu mi tocca!” attacca de Luca nella sua lunga risposta.

“In questi giorni assistiamo a dichiarazioni e attacchi che, più che fondati su contenuti concreti, sembrano dettati dal semplice desiderio di attirare un po’ di attenzione. È il caso del professor Fabrizio Micari, renziano di scuola palermitana, che tenta di riemergere nel dibattito politico con toni che nulla hanno a che vedere con il rigore e la sobrietà che dovrebbero contraddistinguere chi ha realmente qualcosa da dire.
Per buon senso non varrebbe neppure la pena rispondere: dare spazio a chi cerca visibilità significa attribuirgli un’importanza che non ha. Tuttavia, anche per rispetto di chi osserva da fuori, può essere utile ristabilire qualche principio di verità e offrire una breve lezione di buona amministrazione a chi, dopo aver perso ogni sfida politica, oggi sembra cercare riscatto attraverso i social network.

De Luca sposta l’attenzione su Palermo

“È singolare osservare come il professor Micari, tanto loquace sui social, non trovi mai nulla da eccepire sull’amministrazione comunale guidata dal professore Roberto Lagalla. Da un esponente che si dichiara vicino al centrosinistra ci si aspetterebbe coerenza nell’esercizio dell’opposizione.
Ma evidentemente l’indignazione selettiva è più comoda: si attacca solo dove non ci sono amici da difendere. E in effetti, al Comune di Palermo, di “amici” il professore ne ha parecchi”.

“Basta guardare con attenzione per capire che in quella maggioranza siedono figure ben riconducibili all’area renziana, presenti sotto mentite spoglie civiche ma con legami evidenti e consolidati. Un filo rosso, sempre lo stesso, che unisce il professore Micari all’universo di Italia Viva, anche se oggi si tenta di mascherarlo dietro la retorica dell’“esperienza civica”.
Ecco spiegato il mistero: Micari non attacca il Comune di Palermo perché il Comune di Palermo è anche casa sua, politicamente parlando. Gli uomini di quell’area politica sono saldamente integrati nei posti chiave della maggioranza di centrodestra”.

“Una “alleanza silenziosa” che serve a garantire presenza e potere, non certo coerenza politica.
E allora sì, la domanda è lecita: qual è la linea di riferimento? Essere “contro” quando non si governa e “con” quando ci sono poltrone da difendere? La “coerenza creativa” di Italia Viva a Palermo è ormai una barzelletta politica, e il professor Micari ne è diventato il testimonial più inconsapevole. Alla fine, il vecchio adagio resta sempre valido: il potere logora chi non ce l’ha.
E forse è proprio questo il punto.C’è chi, non potendo incidere, si limita a commentare magari tra un post e un’intervista e chi invece lavora ogni giorno, con discrezione e concretezza, per amministrare bene e far crescere i territori. La politica, in fondo, si misura su questo: non sulle parole, ma sui fatti. E in questo confronto, anche senza volerlo, il professor Micari ha già perso: per assenza di contenuti, di coerenza e, soprattutto, di credibilità”.

De Luca annuncia querele e invita ad un confronto pubblico

Per il resto, come già annunciato, seguiranno le opportune vie legali per tutelare la verità dei fatti. Approfitto quindi per rinnovare il mio invito a un confronto pubblico sulle modalità di gestione del GAL “Taormina Peloritani – Terra dei miti e della bellezza”.
“Un confronto aperto, trasparente e basato su dati, non su improvvisazioni o opinioni costruite sul sentito dire. La attendiamo nel luogo che lei ha offeso: l’aula consiliare di Taormina, insieme ai 29 sindaci che lei ha pubblicamente denigrato”.

Un trombato della politica

Poi torna in politica con un po’ di post scriptum ““Trombato politico” non è chi perde un’elezione:
è colui che, sostenuto da interi apparati di partito, riesce nell’impresa di far perdere l’intera coalizione (Regionali 2017).
Oppure colui che annuncia la propria candidatura a sindaco di Palermo e nessuna forza politica lo prende in considerazione (Amministrative 2022).
O ancora, chi si propone come candidato sindaco ma non riesce nemmeno a presentare una lista per scendere in campo (Amministrative 2022).
Io i voti li ho conquistati senza apparati, ma con uomini e donne che hanno costruito insieme a me un progetto.
E anche quando abbiamo perso, non ci siamo mai ritirati a vita privata, come ha fatto lei nel 2017 dopo la sberla delle Regionali”.

Micari: “Mie posizioni legittime” e poi risponde al “trombato della politica”

Micari risponde ancora sempre sui social e dopo aver rivendicato il diritto alla sua critica politica “Confermo la mia posizione, on. De Luca. E ne approfitto per un paio di considerazioni. Correttamente, lei rimane nel contesto della politica e mi definisce “trombato della politica”. Immagino che si riferisca alla mia sconfitta alle elezioni alla presidenza della Regione del 2017.
Mal comune mezzo gaudio, sarei tentato di dire, essendo stato anche lei “trombato” alle analoghe elezioni del 2022. Ma con una differenza. Nel 2017 io persi, pur raccogliendo 400.000 voti, contro la destra unita e compatta con Musumeci, il M5S nel pieno della sua impetuosa ondata di crescita (pochi mesi dopo avrebbe trionfato alle politiche nazionali prendendo il 48%) ed il “fuoco amico” del Movimento Cento Passi. Nel 2022 lei perse contro una destra divisa e poco convinta nel sostegno a Schifani, il M5S che aveva perso la sua massima spinta propulsiva ed un centrosinistra con un candidato “finto”, come gli eventi successivi hanno dimostrato. Condizioni molto più favorevoli, senza dubbio. Non saprei chi è stato più “trombato” dei due…”

“Non solo: dopo essere stato eletto per fare l’opposizione, dopo aver minacciato fuoco e fiamme contro il sistema, si è acquattato in maggioranza e omologato anche al sistema delle mancette.
Ultima considerazione. Nessuna paura, anzi, sarei molto felice di un confronto pubblico con lei, quando preferisce. Ma non per parlare solo di GAL e di Taormina. Parliamo di Sicilia e dei problemi dei Siciliani, confrontiamoci sull’economia, sulla povertà, sulle infrastrutture, sui rifiuti, sulla siccità, anche sul Ponte sullo Stretto, se vuole. Certamente sarebbe molto più interessante per i Siciliani”.