Salta il tavolo dei partiti della maggioranza siciliana che doveva trattare il tema delle candidature per le amministrative. Dopo che si è deciso di avocare a Palermo le scelte per almeno sette comuni maggiori fra cui i due capoluoghi alò voto, si evidenzia una spaccatura nella coalizione. E’ toccato al leader di Cantiere Popolare Saverio Romano chiedere che sia il Presidente della Regione Nello Musuemci a convocare un vertice riconoscendolo quale unico leader della coalizione ma partendo non dalle candidature ma dalle vicende politiche alla regione. “Ho chiesto, in un incontro di due giorni fa, al Presidente Musumeci, di farsi carico di un incontro con i soggetti politici della coalizione che lo ha eletto per affrontare insieme i temi più rilevanti dell’agenda politica siciliana. Mi ha promesso che prenderà l’iniziativa come Presidente della Regione e riferimento di sintesi della coalizione”.

Ma Romano va oltre e considera “fin troppo ovvio invece che, i tentativi posti in essere da altri soggetti (il riferimento sembra essere al commissario di Forza Italia in Sicilia Gianfranco Miccichè ndr), per discutere di elezioni amministrative, in queste condizioni non possono vederci presenti e saranno costrette a naufragare”.

In realtà prima i riferimenti erano rivolti soprattutto all’azione di governo “Il centrodestra in Sicilia ha cambiato fisionomia negli ultimi due anni: le elezioni Europee del 2019 ed i continui spostamenti del ceto politico, unitamente all’inesistente dialettica all’interno della coalizione, hanno determinato uno stato di fibrillazione che più volte si è manifestato, soprattutto nel Parlamento regionale, condizionando e rallentando provvedimenti urgenti e necessari. Ne è riprova l’esercizio provvisorio e le tante riforme promesse ai siciliani ma ferme al palo”.

Il Cantiere Popolare ha già fissato, per il prossimo 7 marzo a Palermo, un’assemblea regionale degli amministratori locali. “In quella sede decideremo, con chi vive il territorio, le scelte migliori per la nostra formazione di Centro” conclude Romano con una frase che suona come una risposta a distanza alla scelta azzurra di avocare a Palermo le decisioni

A Romano risponde il capogruppo di Diventerà Bellissima Alessandro Aricò secondo il quale “Il governo regionale non è “fermo al palo”, anzi ha già raggiunto risultati importanti attesi da anni. Nessuno nega, noi per primi, che all’Ars la coalizione di governo sia costretta letteralmente a fare i conti con una legge elettorale che determina una maggioranza appena risicata, tuttavia alcune riforme importanti sono state già approvate e per altre l’iter nelle relative Commissioni è definito o in fase avanzata. Alessandro Aricò, snocciola i dati dei risultati raggiunti ma non affronta il tema amministrative.

Tocca alla Lega, invece, mettere i primi tasselli annunciando che  sarà presente con una propria lista e la propria proposta politica alle elezioni amministrative di maggio 2020, con lo slogan “Lega sì ma Lega Sud Sicilia”, nelle città di Agrigento, Enna, Marsala, Floridia, Augusta, Termini Imerese e Carini.

Lo ha stabilito l’ultimo incontro della segreteria regionale e dei coordinatori provinciali della Lega presenti la coordinatrice regionale Graziella Manno, il presidente della Lega Sud Sicilia, Ciccio Midolo, Beppe Cannizzaro coordinatore provinciale di Palermo, Salvo Marischi, coordinatore provinciale di Siracusa, Daniele Vasta segretario provinciale di Catania e Marina Sorrentino e Laura Amata della segreteria regionale.