Palermo

Si fermano commercio e ristorazione, in migliaia scendono in piazza, “Niente contratto e trattative ferme”

“La piazza gremita di oggi con oltre 1500 lavoratrici e lavoratori – dichiarano Giovanni Dalò, Giusi Sferruzza e Ida Saja rispettivamente alla guida dei sindacati siciliani di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs – è la risposta che le lavoratrici e lavoratori dei settori terziario turismo e servizi hanno dato a tutte quelle associazioni imprenditoriali che pensano di poter rinnovare i contratti nazionali di lavoro negando e cancellando con un colpo di spugna diritti acquisiti da anni di contrattazione”.

In piazza a Palermo

A Palermo, dunque, migliaia di lavoratrici e lavoratori giunti da ogni provincia della Sicilia, hanno sfilato in corteo lungo via Ruggiero Settimo per giungere fino alla fine di via Emerico Amari dove si svolto il comizio finale.

“Un coro unanime dalla Sicilia – continuano i sindacalisti – che ha raggiunto virtualmente tutte le altre 4 piazze italiane dove si è manifestato per richiedere i rinnovi dei contratti nazionali di lavoro. Ci aspettiamo che le associazioni datoriali ascoltino la voce di migliaia di addetti solo in Sicilia” Per gli organizzatori l’adesione allo sciopero in Sicilia è stato altissima, con punte del che hanno toccato anche il 100% di astensione dalla giornata lavorativa in quegli esercizi commerciali che hanno chiuso le saracinesche per totale assenza di personale.

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Le parole dei sindacalisti

“Gli interventi delle delegate e delegati siciliani – dichiarano Sonia Paoloni, Mirco Ceotto e Marianna Flauto,~rispettivamente segretari nazionali di Filcams Fisascat e Uiltucs presenti a Palermo – hanno messo in evidenza quanto il mancato rinnovo dei contratti nazionali ~incida negativamente sulle loro condizioni di lavoro in settori che soffrono la degenerazione della flessibilità selvaggia verso la precarietà, lavoro domenicale e festivo senza sosta, turnazioni estenuanti, part time involontari”.
“Tutte questioni – continuano i segretari nazionali – che meritano e necessitano di risposta urgenti. Le proposte avanzate dalle associazioni datoriali per noi erano e restano irricevibili. Chiediamo la ripresa costruttiva e fruttuosa dei tavoli di confronto. Richiamiamo le associazioni datoriali al senso di responsabilità – concludono Sonia Paoloni, Ceotto e Flauto – diano risposte coerenti dal punto di vista salariale e normativo che soddisfino le legittime aspettative delle lavoratrici e lavoratori”.

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