Scoppia la guerra dei pedaggi in vista dell’avvio dei lavori per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina i cui lavori sono annunciati in partenza prima della fine dell’anno, probabilmente subito dopo l’estate.

Attorno al progetto del Ponte sullo Stretto di Messina si accende, dunque, una nuova, tesissima battaglia. Questa volta il terreno di scontro non è la fattibilità ingegneristica o l’impatto ambientale, ma il portafoglio dei cittadini. È la “guerra dei pedaggi”, innescata dal parere n. 39/2026 dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART), che ha sollevato pesanti interrogativi sulla sostenibilità dei costi per l’utenza e sulla reale distribuzione del rischio d’impresa. Da un lato, l’Authority guidata da Nicola Zaccheo lancia l’allarme su tariffe destinate a lievitare nel tempo; dall’altro, la Società Stretto di Messina replica con durezza, difendendo la validità del Piano Economico-Finanziario (PEF) e parlando di interpretazioni dei media destituite di fondamento. Nel mezzo si inserisce il duro attacco politico delle opposizioni.

I rilievi dell’ART: tariffe fino a 48 euro

Il dossier di 19 pagine dell’ART rappresenta uno snodo cruciale. Arriva dopo lo stop della Corte dei Conti sulla prima delibera Cipess ed è un tassello fondamentale per sbloccare l’iter amministrativo. Sebbene l’Autorità non bocci l’impostazione iniziale del piano, definendola “adeguata nell’attuale fase di avvio”, le prescrizioni tecniche imposte mettono a nudo i punti deboli dell’operazione.

I rincari previsti: Il Piano stima una tariffa media per veicolo di 27,43 euro all’entrata in esercizio nel 2034, destinata a salire fino a 48,71 euro nel 2063 (+2% annuo).

Mancanza di incentivi: L’ART critica l’assenza di un esplicito fattore di recupero della produttività, che indebolisce il contenimento dei costi operativi.

Rischio azzerato per il privato: La facoltà del concessionario di modificare le tariffe in caso di calo del traffico rischia di tradursi in una “sostanziale sterilizzazione del rischio traffico”, scaricando ogni imprevisto sugli utenti.

L’incognita opere connesse: Le stime sul traffico presuppongono il completamento di opere Anas e Rfi che, in certi casi, non hanno ancora coperture o tempi certi.

M5S all’attacco: “Da Salvini solo propaganda”

Il parere dell’Authority ha riacceso immediatamente la miccia dello scontro politico. La deputata siciliana del Movimento 5 Stelle e capogruppo in commissione Ambiente, Daniela Morfino, ha commentato duramente la vicenda tramite un post sui propri canali social “Il parere conferma tutti i dubbi che il Movimento 5 Stelle solleva da tempo sul Ponte sullo Stretto. Il Piano Economico-Finanziario presenta criticità rilevanti: pedaggi destinati ad aumentare nel tempo, stime di traffico poco convincenti e collegamenti stradali e ferroviari ancora privi di certezze su tempi e risorse. Dopo le osservazioni della Corte dei Conti e i rilievi dell’ANAC, arriva un altro duro richiamo che mette in discussione la sostenibilità economica dell’opera. Salvini continua a spargere annunci e propaganda, mentre Sicilia e Calabria aspettano ancora investimenti concreti per infrastrutture, trasporti locali e servizi essenziali. Gli sono rimasti solo i ciclici annunci di inizio lavori. Prima delle grandi promesse servono progetti credibili, trasparenza nell’uso delle risorse pubbliche e opere realmente utili ai cittadini”.

La Stretto di Messina “Allarme infondato, l’auto costerà tra i 4 e i 7 euro”

La risposta della Società Stretto di Messina non si è fatta attendere. Con una nota ufficiale datata 30 maggio 2026, l’azienda ha risposto punto su punto alle indiscrezioni di stampa, rivendicando la bontà del progetto ai sensi del decreto-legge n. 32/2026 (convertito nella legge 71/2026).

Parere positivo e monitoraggio: La società evidenzia che l’ART ha definito il PEF “adeguato nell’attuale fase di impostazione e avvio del progetto”. Il monitoraggio strutturato e periodico richiesto è, di fatto, già previsto nella Convenzione di concessione tra la società e il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

La verità sulla tariffa di 27,43 euro: La cifra non rappresenta il biglietto per le autovetture. Si tratta di una media ponderata annuale calcolata tra i volumi complessivi di traffico e le tariffe di ciascuna tipologia di mezzo. Il costo effettivo per un singolo passaggio di un’autovettura sarà compreso tra circa 4 e 7 euro per tratta.

Nessun rincaro per i TIR: La società smentisce che vengano caricati prezzi più alti ai mezzi pesanti. Le tariffe di attraversamento per i TIR sul ponte saranno “sensibilmente inferiori a quelle attuali” dei traghetti.

Continuità territoriale ed equilibrio: I pedaggi stabiliti garantiranno l’equilibrio economico-finanziario della concessione e la copertura totale dei costi operativi e di manutenzione, promuovendo la continuità territoriale tra Sicilia e Calabria a costi più bassi rispetto a oggi.

Chi pagherà il conto?

Nonostante le rassicurazioni della società concessionaria, il timore espresso originariamente dall’ART è che, senza paletti stringenti nella fase operativa di lungo periodo, le oscillazioni dei ricavi possano ricadere sulla tariffazione finale. Per questa ragione, l’Autorità ha chiesto che qualsiasi futura rimodulazione dei pedaggi sia sottoposta al suo preventivo parere. La “guerra dei pedaggi” è solo all’inizio, e la vigilanza sui costi reali sarà il vero banco di prova per il futuro del collegamento stabile. Quando il Ponte nascerà davvero