Irruzione nella scuola occupata a Carini. Da ieri il liceo scientifico Ugo Mursia è stato occupato dopo la protesta dei giorni scorsi.

Alcuni giovani non della scuola, ieri sera sono entrati nel plesso scolastico quando c’erano pochi studenti e hanno iniziato a danneggiare la scuola. Hanno lanciato sedie e banchi fuori dalle finestre, danneggiato alcune cattedre e hanno svuotato alcuni estintori sui pavimenti e nei muri.

I pochi studenti, seppur in numero inferiore, che si trovavano nella scuola hanno cercato di fermarli e uno di loro è stato aggredito e picchiato. Sono intervenuti i carabinieri che hanno identificato alcuni giovani trovati dentro la scuola non si sa se i responsabili dei danneggiamenti e del pestaggio.

“Teniamo a precisare che gli occupanti non hanno preso parte ai danneggiamenti – dicono i liceali – Non siamo stati a provocare i danni. La nostra protesta è per avere una scuola migliore, più pulita e con più diritti. Anche noi abbiamo subito l’aggressione e abbiamo partecipato alla pulizia dei locali”.

Il racconto degli studenti che stanno occupando

Vorremmo raccontare quanto accaduto ieri sera all’interno del nostro istituto, affinché la vicenda venga raccontata nella sua interezza e non si attribuiscano a tutti gli studenti responsabilità per fatti che non sono stati commessi da noi.

Ieri sera intorno alle ore 21:30, mentre si attendeva il cambio degli studenti incaricati del turno di presenza all’interno dell’istituto, nella scuola erano presenti soltanto quattro ragazzi. In quel momento sono arrivati alcuni ragazzi che non facevano parte del gruppo di studenti e che sono entrati nell’istituto provocando diversi danneggiamenti.

Gli studenti presenti hanno cercato di intervenire per fermarli e impedire che la situazione degenerasse ulteriormente. Tuttavia trovandosi in netta inferiorità numerica, non sono riusciti a contenere la situazione e sono stati costretti ad allontanarsi per evitare ulteriori rischi. La gravità dell’accaduto non riguarda soltanto i danni materiali. Durante l’episodio infatti, numerosi banchi e sedie sono stati lanciati dalle finestre provocando ulteriori danni agli ambienti scolastici. Inoltre uno dei quattro ragazzi presenti è stato aggredito da uno dei ragazzi esterni, che gli ha sferrato un pugno in viso. I ragazzi sarebbero stati anche minacciati affinché non raccontassero quanto accaduto. Si tratta di fatti gravi che riteniamo doveroso portare all’attenzione di tutti, perché non possono essere ridotti a semplici danneggiamenti all’interno di una scuola.

Tra i danni riscontrati, tre estintori sono stati rotti e il loro contenuto è stato disperso lungo un intero lato dell’edificio, coinvolgendo aule, corridoi e bagni. Gli ambienti sono stati così lasciati in condizioni che hanno reso necessario un intervento per ripulire e sistemare quanto possibile. Si è trattato di un episodio grave, che ha provocato disagi e che avrebbe potuto avere conseguenze ancora più serie. C’è però un aspetto che riteniamo importante raccontare e che non vorremmo venisse trascurato. Io insieme ad altri studenti, pur non essendo inizialmente previsti per il turno serale, siamo rimasti all’interno dell’istituto fino alle 3:30 del mattino. Ci teniamo a precisare che noi ragazzi rimasti fino a quell’ora eravamo a scuola sin dalla mattina e che nonostante la stanchezza, abbiamo deciso di aiutare a ripulire e sistemare gli ambienti.

La nostra permanenza si è resa necessaria anche perché i ragazzi che avrebbero dovuto coprire il turno notturno non si erano presentati. Di fronte a quanto successo, abbiamo scelto di non andare via ma di dare una mano per cercare di rimediare ai danni e limitare, per quanto possibile, le conseguenze dell’accaduto.

Abbiamo fatto questa scelta perché, al di là delle ragioni della protesta e delle diverse opinioni sull’occupazione la scuola è un luogo che appartiene alla comunità scolastica e che merita rispetto.
Per questo motivo ci teniamo a chiarire un punto fondamentale: non riteniamo giusto che i danneggiamenti vengano attribuiti a tutti gli studenti dell’istituto. È necessario distinguere tra chi ha materialmente provocato i danni e chi invece, ha cercato di impedire che accadessero o si è impegnato successivamente per ripulire gli ambienti.

Siamo consapevoli che l’occupazione possa comportare critiche e conseguenze e non pretendiamo che tutti condividano le nostre scelte o le nostre ragioni. Non vogliamo neppure sottrarci alle responsabilità che eventualmente ci competono per le nostre azioni. Chiediamo semplicemente che vengano ricostruiti correttamente i fatti e che le responsabilità siano valutate sulla base dei comportamenti effettivi delle singole persone.

Riteniamo ingiusto che ragazzi che hanno cercato di fermare quanto stava accadendo e che sono rimasti a scuola fino alle prime ore del mattino per aiutare a ripulire vengano messi sullo stesso piano di chi ha provocato i danneggiamenti.
Ci dispiace sinceramente per quanto accaduto e per i disagi che ne deriveranno per la scuola, il personale e l’intera comunità scolastica. Ci scusiamo per la situazione che si è creata, pur volendo precisare che le scuse per quanto successo non devono essere interpretate come un’ammissione di responsabilità per danni che non abbiamo causato.

Chiediamo che venga raccontata la vicenda nella sua interezza, dando spazio anche alla testimonianza degli studenti che erano presenti e che hanno cercato di intervenire e di rimediare. Crediamo che, prima di giudicare un’intera comunità di ragazzi sia necessario ascoltare le diverse testimonianze, verificare i fatti e distinguere le responsabilità individuali.

Il nostro intento non è alimentare polemiche, puntare il dito indiscriminatamente contro qualcuno o creare ulteriori contrasti. Vogliamo soltanto che venga fatta chiarezza e che non si diffonda un’immagine degli studenti che non rispecchi quanto accaduto.
Ci auguriamo che questa testimonianza possa contribuire a una ricostruzione corretta ed equilibrata dei fatti e che venga riconosciuto anche l’impegno di quei ragazzi che, pur essendo a scuola dalla mattina, hanno scelto di restare fino alle 3:30 per cercare di sistemare gli ambienti e rimediare a una situazione che non avevano creato.