Secondo giorno d’aula dalla ripresa dopo le elezioni di secondo livello per le ex province e secondo “agguato” d’aula all’Ars. La maggioranza va di nuovo sotto e lascia naufragare un disegno di legge già falcidiato martedì con la bocciatura dell’articolo cardine.
Il voto segreto e gli 8 voti dispersi della maggioranza
Il percorso inizia con la tradizionale richiesta di voto segreto avanzata da Pd e Movimento cinque stelle seguita dalla bocciatura. nel segreto dell’urna sono solo 18 voti favorevoli e ben 31 i contrari. La legge sulle politiche abitative della Regione siciliana è bocciata e non vedrà mai la luce, almeno in questa forma.
Al momento del conteggio “politico” dei voti la situazione è chiarissima: sono 8 i voti che mancano alla maggioranza, i “franchi tiratori” Il centrodestra, infatti, al momento del voto, era presente in Aula con 26 deputati.
Ma la legge bocciata era stata proposta dall’opposizione
Nonostante le tensioni nella maggioranza siano chiare, per il governo il problema è relativo anche perché ad essere bocciata è stata una norma hce non veniva dall’esecutivo ma era di iniziativa parlamentare e in particolare uscita dai banchi della stessa opposizione che poi l’ha bocciata (con il sostegno di pezzi di maggioranza).
“Il comportamento dell’opposizione in Aula ha dell’incredibile, visto che la legge che hanno bocciato era stata condivisa dal PD (art. 1), dal Movimento 5 Stelle (art. 3) e dall’Anci (Associazione dei Comuni ndr) in collaborazione con gli IACP (Istituti Autonomi Case Popolari ndr) (l’art. 2)” dice Stefano Pellegrino, presidente dei deputati di Forza Italia commentando il voto di oggi e le successive dichiarazioni rilasciate da alcuni esponenti dell’opposizione.
Norma sacrificata sull’altare della “battaglia” politica
“Non si comprende quindi dove starebbe lo “sgambetto al Governo” in questo voto, visto anche che l’Assessore Savarino, dimostrando grande sensibilità e accortezza istituzionale, si era rimessa al voto dell’Aula in considerazione della natura parlamentare del DDL” prosegue il capogruppo azzurro.
“Di fatto – aggiunge Pellegrino – hanno “suicidato” una loro legge ed una legge richiesta dai Comuni che vivono situazioni di grave emergenza abitativa, pur di far apparire una presunta debolezza del Governo. Una politica vergognosa, che ignora e anzi disprezza i bisogni dei cittadini”.
“Evidentemente – conclude Pellegrino – il fatto di perdere una elezione dopo l’altra non ha insegnato alcunché a questa opposizione, destinata a rimanere sempre minoranza”.
La maggioranza è a pezzi per i 5 stelle
Ma il sacrificio della norma è servito a sottolineare contraddizioni e divisioni della maggioranza e dunque, secondo le opposizioni, ne è valsa la pena.
“La nuova sonora batosta in aula del governo, pesantemente battuto (per la seconda volta di seguito ndr) in aula sul ddl stralcio della quarta commissione sulle politiche abitative, dimostra, ove ce ne fosse ancora bisogno, che la maggioranza di Schifani è ormai inesistente. Lo confermano le ormai ricorrenti bocciature dell’esecutivo che arrivano puntualmente col contributo di grandi frange dei partiti che sostengono Schifani, pronte a togliersi numerosi sassolini dalle scarpe con la copertura del voto segreto” sostiene il capogruppo del M5S all’Ars, Antonio De Luca.
“Ci chiediamo a questo punto – continua De Luca – come immagina, questo governo, di portare a casa le importanti riforme che la Sicilia attende da tempo in un clima di vendette trasversali alimentato dalla bramosia di poltrone, manifestatasi in occasione della nomina dei manager della sanità e ancora più recentemente in occasione delle elezioni di secondo livello per le Province”.






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