Da una parte c’è l’incontro, casuale, del presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, del governatore siciliano Renato Schifani e del leader di Sud Chiama Nord Cateno De Luca, condito da un selfie sorridente chiaramente scattato dal Presidente dell’Ars, dall’altro c’è una manifestazione di Casa riformista, pezzo evidente del campo largo, o centro sinistra, o chiamatelo come volete, oggi a Palermo, ma senza nessun rappresentante di Sud Chiama Nord.
Gli indizi e la ricerca della prova
Se tre indizi fanno una prova, qui di indizi ce ne sono soltanto due ma bastano a far scatenare le voci di corridoio che già esistevano in realtà, su un riavvicinamento del sindaco di Taormina al Centrodestra.
Cateno De Luca si era già avvicinato tempo or sono tanto che si era perfino parlato dell’eventualità di un assessore della sua formazione in giunta. Eventualità solo favoleggiata e mai concretizzata tanto che lo stesso De Luca in quei giorni parlava di appoggio su specifici temi per la Sicilia e non di adesione organica. Poi il nuovo allontanamento e i toni pesanti nello stile De Luca che avevano infastidito un po’ tutti nel centrodestra a partire, naturalmente, dal Presidente della Regione, noblesse oblige, Renato Schifani.
Il ritorno e l’accordo
Ora le voci delle “male lingue politiche” usano quel selfie per ribadire che l’avvicinamento è completato ma l’accordo, mediato da Galvagno, non sarebbe (o almeno non ancora) di natura elettorale. Si tratterebbe di un patto per portare in porto con serenità quest’ultimo anno di legislatura governando le risorse che ci sono (e sono tante) ed evitando blitz d’aula da parte di opposizione e pezzi di maggioranza. Poi, per le elezioni, se ne parlerà. C’è ancora tempo per una scelta che riguarda non solo il candidato presidente (Schifani è stato indicato da tutte le forze della coalizione in Sicilia) ma anche i singoli ruoli degli altri e forse anche di Sud Chiama Nord. A Palermo come nel resto del Paese visto che una Regione come la Sicilia e una città come Palermo che vanno al voto nel 2027 non possono essere “tirate fuori” da un ragionamento complessivo del centrodestra nel Paese.
L’accordo presunto e gli alleati
Naturalmente questo presunto accordo rischia di lasciare fuori dalle scelte sulle risorse altre forze “minori” della coalizione e questo certamente non è secondario nella lettura degli umori che si registrano nel Centrodestra siciliano
Il vertice del campo largo
Intanto oggi pomeriggio, giovedì 24 settembre, ai Cantieri Culturali della Zisa proprio a Palermo, si terrà un vero e proprio vertice “evento” dal titolo “La rivoluzione è riformista. Idee, persone, soluzioni per l’Italia di domani”.
L’iniziativa introdotta e coordinata dal Vicepresidente Nazionale di Italia Viva-Casa Riformista, Davide Faraone, si aprirà, alle 18.30 con “Sicilia: il governo di domani”, incontro a cui parteciperanno Antony Barbagallo, Giuseppe Bruno, Nuccio Di Paola, Fabio Giambrone, Ismaele La Vardera, Palmira Mancuso, Fabrizio Micari, Carmelo Miceli, Pierpaolo Montalto, Nino Oddo. Ed è proprio qui che manca un qualsiasi esponente deluchiano. E’ una manifestazione, per carità, non un vertice ufficiale, ma un segnale che il lancio di De Luca nel centrosinistra non è proprio dietro l’angolo come ha fatto pensare per qualche istante il sindaco di Enna, il piddino ribelle Vladimiro Crisafulli.
Nell’evento di oggi seguirà, alle 20, “Riformisti, l’Italia chiama”. Interverranno Teresa Bellanova, Pietro Bartolo, Dafne Musolino, Annamaria Furlan. Il resto sono solo congetture politiche.






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