I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un’ordinanza del gip nei confronti di un imprenditore accusato di sfruttamento del lavoro ed estorsione nei confronti dei propri dipendenti.
Ai domiciliari è finito Francesco Paolo Lombardo, 62 anni, titolare della Ortosud di Borgetto, datore di lavoro e rappresentante legale di una società di lavorazione e confezionamento di prodotti ortofrutticoli per la grande distribuzione. Insieme a lui è indagato anche uno stretto collaboratore dell’imprenditore.
Le indagini, dirette dal secondo dipartimento “tutela vittime vulnerabili” della procura di Palermo, hanno fatto luce su di un sistema di abusi che sarebbero stati perpetrati nei confronti dei dipendenti, nella concessione di ferie e riposi settimanale oltreché in materia di retribuzione con il pagamento di stipendi difformi rispetto ai contratti collettivi nazionali, talvolta inferiori al 50 %.
In molti casi, inoltre, i lavoratori sarebbero stati costretti a prelevare in contanti parte del loro già esiguo stipendio per restituirlo al datore di lavoro. I dipendenti i quali versavano in uno stato di bisogno erano costretti ad accettare le inique condizioni di lavoro per garantire il sostentamento del nucleo familiare.
L’attività eseguita dalla Guardia di Finanza e coordinata dalla Procura della Repubblica di Palermo è finalizzata a impedire la proliferazione di fenomeni distorsivi del mercato del lavoro, garantendo il rispetto della normativa giuslavorista in favore dei lavoratori e condizioni di concorrenza tra gli operatori del mercato, a sostegno delle famiglie e delle imprese.
Lionti (UIL Sicilia): “Tolleranza zero contro calpesta la dignità delle persone”
“Desidero esprimere, a nome della Uil Sicilia, un sentito plauso alla Guardia di Finanza di Partinico e alla Procura di Palermo per l’importante operazione che ha portato alla luce un gravissimo caso di sfruttamento dei lavoratori presso l’azienda Orto Sud di Borgetto”. Lo afferma la stessa segretaria generale, Luisella Lionti, che aggiunge: “È inaccettabile he imprenditori con fatturati milionari costruiscano i propri profitti umiliando la dignità delle persone e privandole dei diritti fondamentali come un giusto salario e condizioni di lavoro dignitose. Siamo di fronte a una vera e propria forma di schiavitù moderna che va contrastata con fermezza proteggendo le vittime e punendo chi si rende responsabile di simili pratiche. Questo sindacato sarà sempre al fianco delle lavoratrici e dei lavoratori che denunciano. Il caso – conclude la Lionti – dimostra inoltre quanto sia urgente rafforzare il ruolo dell’ispettorato del lavoro dotandolo di più risorse umane e strumenti per prevenire simili situazioni”.






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