I carabinieri della stazione di Valledolmo hanno arrestato un notaio accusato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro ed estorsione. L’uomo si trova ai domiciliari.

Il provvedimento è stato adottato dopo che la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall’imputato contro la condanna. Le indagini, condotte dai militari di Lercara Friddi e Valledolmo e il nucleo ispettorato del lavoro di Palermo, coordinati dalla procura di Termini Imerese, si sono svolte tra il 2018 e il 2019.

Secondo quanto emerso, il professionista impiegava numerosi lavoratori approfittando del loro stato di bisogno, costringendoli – sotto la costante minaccia di licenziamento – a turni si 12 – 13 ore giornaliere. La paga effettiva era di circa 25 euro al giorno, mentre in busta paga risultavano 65 euro, senza alcuna maggiorazione per lavoro straordinario, notturno o festivo.

L’attività investigativa ha inoltre consentito di contestare anche l’estorsione: in due occasioni, infatti, l’indagato avrebbe costretto uno degli operai a restituire gran parte dello stipendio percepito nei mesi di dicembre 2018 e gennaio 2019, sempre sotto la minaccia del licenziamento. Le indagini si sono concluse nel 2019 con il provvedimento restrittivo degli arresti domiciliari, diventato definitivo dopo la pronuncia della suprema corte.