Sono state aperte oggi alle 10 le votazioni on line sulla piattaforma Rousseau del Movimento 5 stelle per scegliere i canddiati alle prossime elezioni amministrative di Palermo.

Sul blog di Beppe Grillo l’an nuncio ufficiale dell’apertura delle viotazioni che proseguiranno fino alle 19 di oggi. Possono votare gli iscritti al movimento entr luglio del 2016, residenti a Palermo. Non è possibile iscriversi e votare immediatamente. Ciò per evitare ‘assaltri alla diligenza’ e voti conseguentemente falsati.

I candidati sono quelli che avevano presentato la propria proposta a settembre e hanno confermato la loro voglia di correre entro la mezzanotte del giorno di Santo Stefano. Il rinvio è stato dovuto al congelamento delle ‘comunarie’ per effetto dello  scandalo firme false. Subito prima di Natale l’annuncio della ripresa delle operazioni.

Per la scelta del candidato sindaco si profila una partita a due. Lo scontro sarà, prevedibilmente, fra il sindacalista della polizia e l’attivista di Addio Pizzo. Esclusi i big, gli indagati e chi si è ritirato la sfida sembra fra Igor Gelarda, poliziotto e sindacalista e Salvatore Ugo Forello fra i fonatori di Addio pizzo. Tutti gli altri correranno, in base alle preferenze ricevute, per il Consiglio comunale fino a completamento delle liste.

Recentemente hanno rinunciato Daniela Tomasino, nota per le sue battaglie nel mondo Lgbt e gli attivisti della prima ora Adriano Varrica e Renato Marchiafava. Quest’ultimo oggi annuncia su facebook di aver votato esprimendo la propria preferenza. Per il resto erano 120 i candidati ma una quarantina si sono tirati fuori dalla corsa lasciando che a confrontarsi circa 75 persone. Più della metà troverà spazio nelle liste. Fra loro ingegneri, architetti, medici, studenti, giornalisti, laureati in cerca di occupazione, impiegati, pensionati. Le proposte di candidatura sono rappresentative di diversi spaccati della società palermitana. Ventidue delle domande presentate sono pervenute da donne, l’età media dei candidati è di 43 anni.

Ci vorranno, comunque, almeno un paio di giorni per sapere come è andata a finire