Il nuovo scontro fra Palermo e Roma è servito. Mentre si attende che il consiglio dei Ministri, probabilmente martedì o mercoledì, decida di commissariare la Sicilia inadempiente nel settore dei rifiuti censurando i ritardi della Regione per la quarta volta in meno di due anni, il governatore lancia la polemica sul piano che il governo Renzi vorrebbe imporre alla Regione.

Al centro della battaglia c’è proprio la riforma del sistema di gestione de rifiuti mai applicata con Ato cancellati e sostituiti da Srr mai avviate e con commissari ‘eterni’,  ed il piano proposto a Roma dalla Regione.

La Sicilia prevede di realizzare sei impianti di piccolo cabotaggio per la termovalorizzazione distribuendoli sul territorio per non far fare chilometri ai mezzi che trasportano i rifiuti e per abbattere l’incidenza ‘inquinante’ diluendola su tutta la Sicilia. Roma contesta la sostenibilità economica dei piccoli impianti e punta su due soli impianti di media dimensione tornando a quello che era il piano originale dell’era Cuffaro ma utilizzando temovalorizzatori di nuova generazione.

“E’ un abuso” tuona Crocetta aprendo lo scontro sul fronte ambientale dopo che proprio gli ambientalisti sono scesi in campo contro il piano romano. Ma il Presidente della Regione cavalca un cavallo azzoppato visto che gli stessi ambientalisti avevano già detto no anche al sistema proposto dalla regione e di termovalorizzazione non vogliono proprio sentire parlare.

“A Roma non sanno cosa sia la Sicilia – attacca ancora Crocetta che al sottosegretario Davide Faraone manda a dire che – la Sicilia non ha mai scelto la linea del’immobilismo”. Lo scontro, dunque, cambia ambito ma sembra sempre che sia più politico che sui fatti. Intanto dal movimento 5 stelle arriva una diffida all’assessore Vania Contrafatto. Un tentativo di evitare che Roma decida di nominare proprio lei commissario come ha fatto in occasione del commissariamento sulla depurazione. In fondo il magistrato in aspettativa nella giunta Crocetta c’è proprio per volere dei renziani

Intanto piovono attacchi anche dai verdi “Stiamo assistendo al balletto delle cifre – dicono in una nota ufficiale -. Da una parte un Piano Regionale Rifiuti proposto dal Governatore Crocetta che prevede sei piccoli termovalorizzatori, dall’altra parte il Governo Renzi che ne prevede due. Nel mezzo i cittadini siciliani che subiranno l’onere di una maggiore tassa sui rifiuti determinata dalle inadempienze e dalla mancata attivazione di un corretto sistema gestionale dei rifiuti”.

“Sul grande affare dei rifiuti abbiamo subito di tutto ed assistito alle più grandi invenzioni progettuali – dice Carmelo Sardegna portavoce regionale dei Verdi -. Sul tema non c’è niente da inventarsi. Le procedure, i modelli gestionali, i sistemi sono dettati dalle norme della Comunità Europea. La nostra Regione, tra un commissariamento e l’altro, è sempre più fanalino di coda nella raccolta differenziata e la ricetta del Governo Renzi passa per l’ennesimo commissariamento”.

Niente di nuovo, quindi, sul fronte dei rifiuti. Il quadro è allarmante – continua la nota – e si ipotizzano soluzioni a tempi indeterminati. Invece, una oculata gestione della raccolta differenziata, un corretto recupero e riuso della materia in tempi ristretti potrebbe essere la soluzione alla problematica”.

“I termovalorizzatori – conclude Sardegna – sono impianti superati, va realizzata l’impiantistica a servizio della valorizzazione della raccolta differenziata obbligando i consorzi di filiera ad investire in Sicilia. La scelta delle discariche è assolutamente anacronistica ed a lungo andare costerà ai cittadini siciliani ulteriore tassazione determinata dalle procedure di infrazione comunitaria”.