Conti pubblici che migliorano, sanità come nodo di intervento., infrastrutture e imprese ma anche Lavoro e i piani per i termovalorizzatori, la capacità di affrontare le emergenze come quella idrica e alla fine un messaggio politico.

Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha presentato all’Assemblea regionale siciliana la sua relazione sullo stato di attuazione del programma di governo, il documento con cui, a quasi quattro anni dall’inizio della legislatura, traccia un bilancio dell’azione dell’esecutivo e indica le priorità per l’ultimo anno di mandato. Si tratta di una relazione di 64 pagine che affronta tutti i principali dossier regionali: dalla finanza pubblica alla sanità, dalle infrastrutture al turismo, passando per ambiente, imprese, agricoltura e pubblica amministrazione e senza tralasciare i temi più caldi sui quali le opposizioni lo avevano invitato a parlare compresa la questione morale.

Le schermaglie iniziali

La seduta prevista alle 15, comincia con tre quarti d’ora di ritardo ma dopo le formalità di rito il presidente dell’Ars informa di un accordo in conferenza dei capigruppo. Dopo la relazione potranno intervenire tutti i gruppi ma con tempi contingentati. Chi parlerà lo deciderà ogni singolo gruppo ma ciascuna formazione politica ha avuto assegnato un tempo massimo fra tutti gli interventi in funzione del numero di deputati. la seduta dovrà concludersi comunque entro le 20, avverte Galvagno.

I primi minuti si impiegano con una richiesta preliminare di Cateno de Luca che vorrebbe rinviare di 24 ore le repliche del Parlamento alla relazione ma la risposta del Presidente della Regione è un cortese “no grazie, sono qui oggi”. La relazione del Presidente inizia pochi minuti prima delle 16.

Conti pubblici e crescita economica

Come ampiamente previsto alla vigilia il punto di partenza è il risanamento della finanza regionale, indicato come il presupposto che ha consentito di programmare investimenti e politiche di sviluppo. Nella relazione vengono ricordati il ritorno all’approvazione nei termini del bilancio e della legge di Stabilità, l’avanzo di amministrazione superiore ai cinque miliardi di euro (gli ultimi 264 milioni liberati proprio oggi), la crescita delle entrate tributarie e il miglioramento del rating della Regione da parte delle principali agenzie internazionali.

Il presidente rivendica anche risultati economici superiori alla media nazionale, citando la crescita del Pil, dell’occupazione e gli indicatori positivi riportati da Banca d’Italia, Istat e Svimez.

I grandi investimenti

Questo ha permesso alla Regione di lanciarsi nei grandi investimenti per la crescita, di utilizzare le risorse europee e nazionali ma anche quelle derivanti dai conti siciliani.

Nessun rischio di disimpegno per le somme europee anzi  Schifani richiama il completamento della programmazione Fesr 2014-2020, l’Accordo per la Coesione da 4,9 miliardi di euro e gli investimenti strategici già avviati.

Ed è qui che rivendica gli investimenti per il nuovo polo STMicroelectronics di Catania proprio nei giorni in cui nell’area si apre la vertenza Pfizer. Ma fra i grandi investimenti indicati ci sono anche  il programma europeo STEP, i finanziamenti per il sistema idrico, il rinnovo della flotta ferroviaria, il social housing, l’edilizia scolastica e gli investimenti in un altro settore al centro del dibattito: in sanità e ricerca.

Le riforme ci sono e sono strutturali

Nella relazione il presidente sostiene che il cambiamento della Sicilia non passa soltanto dalle leggi approvate ma anche dalle riforme amministrative che ci sono state contrariamente alla narrazione generalizzata. Tra queste indica la riorganizzazione della Commissione tecnico-specialistica (Cts) per accelerare le autorizzazioni ambientali, il ritorno in funzione dei dissalatori, il piano per i termovalorizzatori e il rilancio delle Terme di Sciacca e Acireale.

Le emergenze di questi anni: acqua e rifiuti

Ampio spazio è stato riservato alla gestione delle emergenze climatiche e della crisi idrica. Schifani ricorda gli interventi dopo il ciclone Harry, i fondi stanziati per la ricostruzione e il sostegno alle imprese colpite, oltre agli investimenti destinati al recupero delle reti idriche, agli invasi e alla riattivazione degli impianti di dissalazione.

Sul fronte dei rifiuti il governatore conferma la strategia che punta alla realizzazione dei termovalorizzatori di Palermo e Catania, considerati centrali per superare il ricorso alle discariche e ridurre i costi del sistema.

Pubblica amministrazione e enti locali

Tra i risultati rivendicati figurano il piano di ricambio generazionale nella Regione, con migliaia di nuove assunzioni, la stabilizzazione del personale precario, gli investimenti nella digitalizzazione e nella semplificazione amministrativa, oltre al rafforzamento del rapporto con i Comuni attraverso nuovi strumenti di programmazione territoriale.

Turismo, cultura e sport

Schifani dedica un capitolo alla crescita del turismo, ricordando il superamento dei 23 milioni di presenze nel 2025, l’aumento dei visitatori stranieri, le nuove rotte aeree internazionali e il sostegno alle imprese ricettive. Vengono inoltre richiamati gli investimenti nella cultura, nei parchi archeologici, nei teatri e nei grandi eventi, insieme alle misure per lo sport e la promozione internazionale dell’Isola.

Imprese, lavoro e infrastrutture

Nella parte economica della relazione trovano spazio gli incentivi gestiti da Irfis, i programmi per le imprese, il sostegno alle startup, agli investimenti e alle assunzioni, oltre agli accordi con Confindustria, Ance e Webuild per collegare formazione e occupazione.

Sul fronte infrastrutturale vengono richiamati gli interventi sulla rete ferroviaria, sul sistema aeroportuale, sui porti, sulla logistica e il progetto del Ponte sullo Stretto, affiancato da ulteriori investimenti destinati al territorio messinese.

Sanità, giovani e politiche sociali

La relazione dedica spazio anche alla sanità, con il nuovo accordo finanziario con lo Stato, gli investimenti per nuovi ospedali, la riorganizzazione della rete sanitaria, il potenziamento della medicina territoriale e le misure per ridurre le liste d’attesa.

Per scuola e università vengono ricordate la copertura delle borse di studio per tutti gli idonei e lo stanziamento di 54 milioni di euro per il South Working, misura pensata per favorire il rientro dei giovani siciliani che lavorano fuori dall’Isola. Sul fronte sociale, infine, vengono richiamati il Reddito di povertà, la legge “Liberi di scegliere” e gli interventi contro le nuove dipendenze.

Il messaggio politico finale e la questione morale

Nelle conclusioni Schifani sostiene che la Sicilia ha recuperato solidità finanziaria, capacità amministrativa e credibilità istituzionale, pur riconoscendo che restano aperte sfide importanti, soprattutto in sanità, infrastrutture e servizi. L’ultima parte della relazione affronta anche il tema della cosiddetta questione morale, con un passaggio dedicato alle vicende giudiziarie che hanno interessato alcuni esponenti del governo regionale “C’è stato un presidente già condannato dall’opinione pubblica e poi assolto con formula piena” ha ricordato Schifani, “ma anche un vice presidente, persona che stimo, che oggi è parlamentare”. Continuerò a perseguire legalità e correttezza ha detto in buona sostanza il presidente ma bisogna farlo nel rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza.

A prendere la parola subito dopo è stato Ismaele La Vardera di Controcorrente che ha parlato di una narrazione tratta da “L’Isola che non c’è”, poi è tornato sul podio Cateno de Luca che ha sottolineato che nella relazione era assente la SuperZes siciliana. I tempi sono contingentati per tutti i gruppi e la seduta dovrà chiudersi entro le 20. Per domani già prevista una conferenza dei capigruppo per decidere l’ordine dei lavori d’aula da qui alla pausa estiva