Il giudice della quinta sezione monocratica del tribunale di Palermo Marina Minasola ha assolto 25 imputati per uno dei tronconi del processo spacca ossa, la truffa ai danni delle compagnie assicurative con la quale si organizzavano finti incidenti utilizzando uomini e donne in condizioni di povertà estrema a cui venivano inferte lesioni alle gambe e alle braccia per ottenere maxi risarcimenti.

Sono stati assolti per inutilizzabilità delle intercettazioni i palermitani Carlo Alicata, Angelo Danilo Anello, Giovanni Billitteri, Antonino Calafiore, Salvatore Vastiglione, Vincenzo Cataldo, Michele Civiletto Branca, Ernesto D’Anna, Giuseppe Di Gaetano, Alberto Alessio Fricano, Emanuela Gallano, Antonino Leto, Angelo Lo Nardo, Vincenzo Maggiore, Giovanni Napoli, Santo Napoli, Giuseppe Pirrotta, Paolo Rizzo, Jessica Santoro, Gaetano Scafidi, Giuseppina Uzzo, Vincenzo Valenti, Luigi Ventura, Giuseppe Zarcone.

Sono stati difesi dagli avvocati Sergio Burgio, Giulio Bonanno, Enrico Tignini e Gabriele Marretta, Elena Gallo, Fabrizio Bellavista, Luciano Sarpi, Lucia Giglia, Carmelo Adamo, Massimo Spoto, Alessandro Pergolizzi, Luigi Rella, Giovanni Rizzuti, Elena Maiorca, Luigi Campagnuolo, Riccardo Vinciguerra, Maria Lo Verde, Michelangelo Zito, Antonella Bisconti.

La maxitruffa ordita da diverse bande di spaccaossa aveva portato ai primi arresti nell’estate del 2018, coi quali erano emerse da un lato storie di miseria e disperazione – con persone disposte a farsi rompere gli arti con mattoni di tufo e pesi da palestra in cambio di poche centinaia di euro – e, dall’altro, l’enorme business e la crudeltà di chi incassava i premi assicurativi, in diversi casi di centinaia di migliaia di euro (sono stati coinvolti persino bambini, persone vittime di dipendenze e dunque in gravissime difficoltà economiche). In tutto erano state 5 le inchieste sul tema, che avevano destato così tanto scalpore da diventare anche il soggetto di un film.