Terremoto nel Partito Democratico siciliano: Anthony Barbagallo si è dimesso da segretario regionale. Una decisione arrivata come un fulmine a ciel sereno, ma che affonda le radici nelle profonde e mai sanate spaccature interne che da mesi paralizzano i dem nell’isola.

La notizia, rimbalzata immediatamente nei palazzi della politica siciliana, segna la fine di un’era durata sette anni alla guida del principale partito del centrosinistra nell’isola. Ad annunciare il “passo di lato” è stato lo stesso Barbagallo attraverso un lungo e accorato post sui social.

Il nodo delle divisioni interne e la sfida del 2027

Alla base della scelta ci sono le forti tensioni e le contestazioni sollevate a più riprese dai deputati regionali e dalle diverse correnti interne. Barbagallo ha ammesso apertamente le difficoltà di gestione: In Sicilia, nei mesi scorsi, ho lavorato per ricomporre le diverse sensibilità del Pd… La ricomposizione ancora non arriva.

L’obiettivo dichiarato è l’appuntamento elettorale delle regionali, un traguardo per cui Elly Schlein ha chiesto la massima responsabilità. Con l’agenda politica che stringe i tempi, secondo l’ormai ex segretario, era necessario dare una scossa: Il Pd, tutto il Pd, è chiamato a cambiare marcia. Per affrontare l’ultimo tratto di strada serve un assetto nuovo.

Il mandato nelle mani di Elly Schlein

Barbagallo ha rimesso formalmente il mandato nelle mani della segreteria nazionale, dicendosi certo che Roma saprà individuare la soluzione più autorevole e condivisa per guidare il PD siciliano. Nel suo bilancio finale, l’esponente dem ha ricordato i sette anni trascorsi sul territorio, rivendicando il legame con i 15.000 iscritti, i circoli e i giovani della giovanile. Come ultimo atto simbolico della sua segreteria, ha citato la presentazione a Montecitorio del volume dedicato a Pio La Torre.

Adesso la palla passa alla leader nazionale Elly Schlein: spetterà a lei gestire il delicato dossier siciliano per evitare che le dimissioni di Barbagallo aprano una stagione di scontri ancora più duri in vista della complicata corsa alla presidenza della Regione.