Curare l’obesità con una compressa al giorno, senza aghi e con risultati vicini a quelli delle iniezioni. È quanto emerge dagli studi sulla semaglutide orale: nel programma clinico OASIS la dose da 25 milligrammi ha ridotto il peso corporeo in media del 16,6% in 64 settimane. Per milioni di persone che finora hanno rinunciato alla terapia per paura delle punture, si apre una strada nuova.
Perché la compressa può cambiare la cura dell’obesità
L’obesità è una delle grandi sfide sanitarie mondiali. Le terapie moderne funzionano, ma molti pazienti non le cominciano: pesano la paura degli aghi, la sensazione che le iniezioni siano complicate e le difficoltà pratiche di ogni giorno. Per questo la ricerca sta investendo con decisione nei farmaci orali. L’obiettivo è rendere le cure più accessibili, più accettate e più facili da adattare a ciascun paziente.
La domanda c’è. Lo studio OPTIC, presentato al congresso OMA 2026 su 800 persone in sovrappeso o con obesità, mostra che il 73% di chi non aveva mai seguito una terapia sarebbe pronto a iniziarla con una compressa, se fosse efficace quanto le iniezioni. Tra i motivi ci sono l’avversione agli aghi, la praticità e la possibilità di evitare gli ostacoli logistici delle terapie iniettabili.
Una sfida lunga un secolo
Trasformare un peptide in una pillola è un obiettivo che la scienza insegue da oltre cent’anni. L’insulina, scoperta nel 1921, fu sperimentata per bocca già nel 1923. Da allora gli ostacoli sono rimasti gli stessi:
- la degradazione da parte degli enzimi;
- la variabilità del pH dello stomaco;
- la scarsa capacità di attraversare l’intestino;
- l’assorbimento limitato.
La semaglutide è riuscita a superarli. È un analogo del GLP-1 con il 94% di somiglianza con l’ormone umano, modificato per resistere all’enzima DPP-4 e legarsi all’albumina, così da restare attivo per circa una settimana. La chiave della versione orale è lo SNAC, una sostanza che protegge la molecola nello stomaco e ne favorisce il passaggio nel sangue. Grazie a questa tecnologia è nato il primo agonista del GLP-1 in compresse.
Una molecola con vent’anni di esperienza alle spalle
La forza della semaglutide non sta solo nella perdita di peso. La molecola è molto vicina al GLP-1 naturale e appartiene a una classe di farmaci usata da quasi vent’anni. Agisce in modo selettivo sul suo recettore e viene metabolizzata soprattutto per vie fisiologiche, con uno scarso coinvolgimento degli enzimi del fegato (CYP450). Grazie alla lunga durata d’azione mantiene concentrazioni stabili nel sangue e vanta un’ampia esperienza in campo cardiovascolare. Per questo viene considerata una vera piattaforma clinica, sviluppata per diabete, obesità, prevenzione cardiovascolare e malattia renale.
I risultati dello studio OASIS 4
Lo studio OASIS 4, di fase 3, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, ha coinvolto 307 adulti con obesità o in sovrappeso con almeno una malattia legata al peso. Con una compressa da 25 milligrammi al giorno per 64 settimane:
- il peso è sceso in media del 16,6%;
- oltre metà dei pazienti ha perso più del 15%;
- circa un terzo ha superato il 20%.
Sono risultati molto simili a quelli della semaglutide iniettabile da 2,4 milligrammi. Un’analisi sull’esposizione al farmaco conferma che circa l’82,2% dei partecipanti ha raggiunto nel sangue livelli compresi nell’intervallo osservato con l’iniezione.
Più qualità della vita e glicemia sotto controllo
I benefici vanno oltre la bilancia. Oltre il 55% dei pazienti ha registrato un miglioramento clinicamente rilevante della funzione fisica, misurata con il questionario IWQOL-Lite-CT. Sono migliorati anche pressione arteriosa sistolica e diastolica, circonferenza vita e marcatori dell’infiammazione. Il dato più forte riguarda il metabolismo degli zuccheri: il 71,1% delle persone con prediabete è tornato a valori normali di glicemia entro la sessantaquattresima settimana.
Una terapia ben tollerata
Il profilo di sicurezza è quello già noto della classe GLP-1. Gli effetti più frequenti sono stati gastrointestinali, come nausea, diarrea, stitichezza, vomito e cattiva digestione, in prevalenza lievi e concentrati nella fase iniziale di aumento della dose. Solo il 3,4% dei partecipanti ha interrotto la terapia per questi disturbi, contro il 2% del gruppo placebo.
Il parere positivo dell’Ema e la protezione del cuore
A maggio 2026 il CHMP dell’Ema ha espresso parere positivo all’approvazione della semaglutide orale per il trattamento dell’obesità. Nel dossier sono entrate anche le prove dello studio SELECT, attraverso un approccio farmacometrico basato sull’esposizione del farmaco nel sangue. SELECT, condotto su 17.604 pazienti in sovrappeso o con obesità e una malattia cardiovascolare accertata, ha dimostrato una riduzione del 20% del rischio di eventi cardiovascolari maggiori.
La protezione arriva presto. Le analisi successive mostrano che la riduzione degli eventi emerge già dopo circa tre mesi, quando il calo di peso medio è ancora intorno al 4%. Questo suggerisce che gran parte del beneficio per il cuore non dipenda dal dimagrimento: secondo le analisi di mediazione, circa l’80% della riduzione del rischio sarebbe spiegata da altri meccanismi.
Il confronto con l’orforglipron
Nella comparazione indiretta ORION, aggiustata per le caratteristiche delle popolazioni studiate, la semaglutide orale da 25 milligrammi è stata messa a confronto con l’orforglipron da 36 milligrammi. I risultati indicano una perdita di peso maggiore con la semaglutide, di circa tre punti percentuali, e una minore probabilità di interrompere la cura per effetti collaterali, soprattutto gastrointestinali.
La semaglutide ha anche un profilo più semplice sul fronte delle interazioni tra farmaci. A differenza di molte piccole molecole, non dipende dal metabolismo degli enzimi del fegato. Questo si traduce in un basso rischio di interazioni e permette di assumerla insieme alla maggior parte dei farmaci di uso comune, senza modificarne le dosi.
Più persone pronte a curarsi
Efficacia, benefici per il metabolismo e per il cuore, buona tollerabilità e la preferenza dei pazienti per la compressa: messi insieme, questi elementi fanno della semaglutide orale una delle novità più rilevanti nella cura dell’obesità. E potrebbero far crescere in modo significativo il numero di persone disposte a iniziare una terapia per controllare il peso.



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