Stop a tutte le escursioni in solitaria. Sull’Etna si sale solo accompagnati da una guida alpina vulcanologica e non ci si può avvicinare al fronte lavico più di 200 metri. Le regole sono state imposte dalla prefettura di Catania e si uniscono alle ordinanze dei singoli comuni etnei che vietano, qui a là, l’accesso a varie strade che portano verso il vulcano o verso il fronte lavico.

A far rispettare l’ordinanza c’è la Forestale impegnata a controllare accessi e deflussi anche se spesso i turisti e i curiosi riescono ad arrivare a quota 1300, abbastanza vicini alla zona di approdo attuale del fronte lavico. Ad ogni passaggio dei controlli della Forestale c’è qualche decina di curiosi da fermare e far scendere.

Il fronte sembra essersi fermato

Ma l’avanzamento della colata sembra essersi fermata a quota 1350. Secondo Stefano Branca, direttore del dipartimento Vulcani dell’Ingv che è arrivato a quota 1350 per monitorare la situazione, la colata sarebbe in una condizione di stasi

“Siamo in quella che è la zona del fronte lavico che in questo momento è fermo. Si avverte che è in corso il raffreddamento, così come tutta la porzione a monte del campo lavico fino a dove c’è visibilità, mostra analoghi segnali”.

“Sicuramente l’intera area di colata mostra segnali di raffreddamento e non si vedono flussi in avanzamento. Quindi bisognerà verificare, a questo punto, con i dati satellitari, se ancora c’è attività nella porzione più alta del campo lavico in corrispondenza delle bocche effusive. Però nell’area frontale attualmente è tutto in raffreddamento”.

L’eruzione che ha salutato l’arrivo del nuovo anno

L’eruzione dell’Etna di fatto ha salutato l’arrivo del nuovo anno. Dopo una serie di avvisaglie è iniziata, di fatto, a capodanno con un fronte lavico in avanzata ma in modo abbastanza lento e gestibile anche se si sono rese note varie ordinanze per garantire la sicurezza.